Crans-Montana si è trasformata in una ferita aperta nel cuore del Paese. Oggi è il giorno del dolore composto, delle lacrime trattenute e del silenzio che parla più di mille parole. L’Italia si stringe attorno alle famiglie delle giovani vittime della strage di Capodanno, morte nel devastante incendio del club “Le Constellation”, in una tragedia che ha spezzato sogni, progetti e vite nel pieno della loro giovinezza.
Le esequie scandiscono una giornata segnata dal raccoglimento. A Milano, alle 14.45, l’ultimo saluto ad Achille Barosi e Chiara Costanzo, celebrato nel capoluogo lombardo, dove amici e conoscenti si ritroveranno per accompagnare i due ragazzi nel loro viaggio finale. In mattinata, Bologna si ferma per dire addio a Giovanni Tamburi, mentre a Roma, nella Basilica dei Santi Pietro e Paolo, si tengono i funerali di Riccardo Minghetti, in una cerimonia che si preannuncia carica di commozione.
Anche oltre confine il dolore non conosce confini: per Sofia Prosperi l’ultimo saluto si svolge a Lugano, in Svizzera, a pochi chilometri dal luogo della tragedia che ha cambiato per sempre tante vite.
In tutta Italia, intanto, le scuole hanno osservato un minuto di silenzio. Un gesto semplice e potente, per ricordare giovani che sedevano sui banchi fino a pochi anni fa e che oggi non ci sono più. Un segno di rispetto, ma anche di responsabilità collettiva.
Accanto al lutto resta forte la richiesta di verità. L’inchiesta prosegue senza sosta per accertare eventuali responsabilità: dalle uscite di sicurezza che sarebbero risultate sbarrate ai controlli mancati, fino alla catena di decisioni che potrebbe aver trasformato una notte di festa in una tragedia annunciata. Un dolore immenso che chiede giustizia, perché ciò che è accaduto non venga dimenticato e, soprattutto, non si ripeta mai più.
