Sarebbero almeno quaranta le vittime dell’operazione militare statunitense condotta nelle prime ore di sabato in Venezuela. A riferirlo è il New York Times, che cita un alto funzionario venezuelano rimasto anonimo, secondo il quale tra i morti figurerebbero sia militari sia civili.
La versione di Caracas si scontra però con quella fornita da Washington. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, intervenendo sabato ai microfoni di Fox News, ha assicurato che l’azione non ha causato alcuna perdita tra le fila americane. “Nessun soldato statunitense è rimasto ucciso”, ha dichiarato, lasciando tuttavia intendere che alcuni militari potrebbero aver riportato ferite nel corso dell’operazione.
Ulteriori dettagli sono emersi nel corso di una conferenza stampa tenuta a Mar-a-Lago, alla presenza dello stesso Trump. Il generale Dan Caine, capo dello Stato maggiore congiunto, ha confermato che uno degli elicotteri impegnati nella missione — che, secondo quanto riferito, aveva come obiettivo la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie — è stato colpito durante l’azione. Nonostante i danni, il velivolo è rimasto operativo ed è riuscito a rientrare alla base.
“ Tutti gli assetti aerei coinvolti nell’operazione sono tornati in sicurezza”, ha precisato Caine, sottolineando il successo militare dell’intervento dal punto di vista statunitense. Restano però forti le ombre sul bilancio umano dell’attacco e sulle conseguenze politiche e diplomatiche di un’azione che rischia di acuire ulteriormente le tensioni tra Washington e Caracas.
