6 Ottobre 2026, martedì
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Crans-Montana, identificate 24 vittime del rogo. Il sindaco respinge le accuse: «Controlli regolari, nessuna indulgenza»

Capodanno di sangue nelle Alpi svizzere. Proseguono le identificazioni e si accende il confronto sulle responsabilità

Sale a 24 il numero delle vittime dell’incendio di Crans-Montana finora identificate dalla polizia svizzera. Tra queste figurano anche i tre cittadini italiani la cui morte era stata confermata nelle ore immediatamente successive alla tragedia. Il bilancio complessivo resta drammatico: sono 40 le persone che hanno perso la vita nel devastante rogo divampato nella notte di Capodanno all’interno del locale Le Constellation, nel cuore della rinomata località alpina.

Sul fronte giudiziario, la procura del Cantone Vallese ha iscritto nel registro degli indagati i due proprietari del locale, accusati di omicidio colposo. Le indagini si concentrano in particolare sul rispetto delle norme di sicurezza e sulla gestione delle vie di fuga. Gli inquirenti hanno confermato l’esistenza di un’uscita di emergenza, ma diverse testimonianze raccolte nelle ore successive alla strage parlano di una via di fuga di fatto inutilizzabile, perché ostruita o bloccata nel momento cruciale.

Intanto, in Italia, prosegue l’assistenza ai feriti: sono complessivamente nove i cittadini italiani ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano, alcuni dei quali in condizioni gravi ma stabili, secondo quanto trapela da ambienti sanitari.

La tragedia ha innescato un acceso dibattito anche sul piano politico-amministrativo. Al centro delle polemiche è finito il Comune di Crans-Montana, chiamato in causa per il sistema dei controlli antincendio. Il sindaco Nicolas Féraud ha respinto con decisione le accuse di lassismo: «Il Comune non ha mai adottato un approccio permissivo nell’ispezione dei bar», ha dichiarato ai microfoni della radio svizzera francofona Rts, parole rilanciate dal quotidiano Blick.

Nel Cantone Vallese, ricorda lo stesso giornale, la responsabilità dei controlli antincendio sugli edifici aperti al pubblico ricade sui Comuni, e le ispezioni devono avvenire con cadenza annuale. Una versione che però si scontra con quanto affermato dal proprietario del Le Constellation, Jacques Moretti, il quale ha sostenuto che il locale sarebbe stato ispezionato «tre volte in dieci anni».

A complicare ulteriormente il quadro, la decisione ufficiale dell’amministrazione comunale di Crans-Montana di costituirsi parte civile nel procedimento penale avviato contro i proprietari del locale. Un atto che segnala la volontà del Comune di tutelare la propria posizione, ma che al tempo stesso sottolinea la gravità di una tragedia destinata a lasciare un segno profondo non solo nella comunità locale, ma anche nell’opinione pubblica internazionale.

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