«Non riusciamo né a dormire né a mangiare. Stiamo tutti molto male». È un racconto segnato dallo shock e dalla sofferenza quello affidato da Jacques Moretti, proprietario del locale Constellation di Crans-Montana, al quotidiano svizzero 20 Minuten, a pochi giorni dalla tragedia di Capodanno che ha sconvolto la località alpina.
Moretti descrive una situazione umana e personale drammatica, assicurando al tempo stesso la massima collaborazione con le autorità. «Faremo tutto il possibile per contribuire a chiarire le cause – ha dichiarato – e metteremo in campo ogni strumento a nostra disposizione. Sono già coinvolti anche i nostri avvocati». Parole che arrivano mentre la magistratura svizzera prosegue le indagini, ipotizzando i reati di incendio, omicidio plurimo e lesioni gravissime.
Il proprietario ha ribadito di aver sempre operato nel rispetto delle regole, sottolineando come il locale fosse stato sottoposto a controlli regolari. «Negli ultimi dieci anni abbiamo ricevuto tre ispezioni e tutto è sempre risultato conforme alle normative», ha affermato, respingendo qualsiasi accusa di negligenza.
Moretti ha inoltre confermato la piena disponibilità sua e della moglie a collaborare con gli inquirenti. La donna, rimasta ferita nell’incendio, è anch’essa coinvolta negli accertamenti come testimone. Secondo quanto riportato ancora da 20 Minuten, entrambi – cittadini francesi – sono stati ascoltati dagli investigatori, ma non risultano al momento indagati.
La procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, ha infatti chiarito che sulla coppia «non pende alcuna indagine penale», precisando che le audizioni rientrano nell’attività istruttoria necessaria a ricostruire l’accaduto.
Lo stato emotivo di Moretti emerge anche dal rifiuto di concedere un’intervista più approfondita alla Tribune de Genève. Una scelta motivata, scrive il quotidiano svizzero, dal fatto di non sentirsi «in condizioni psicologiche adeguate» dopo una tragedia che ha segnato profondamente la sua vita personale e professionale.
Mentre l’inchiesta prosegue per fare piena luce sulle cause del rogo, resta il peso di una vicenda che ha lasciato ferite profonde e che continua a scuotere l’opinione pubblica svizzera.
