2 Ottobre 2026, venerdì
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Giovani in partenza: in tredici anni 630mila under 35 hanno lasciato l’Italia

Fuga di capitale umano, i dati del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro fotografano una tendenza strutturale

Numeri che pesano come un macigno sul futuro del Paese. Tra il 2011 e il 2024 ben 630mila giovani italiani tra i 18 e i 34 anni hanno scelto di emigrare all’estero, ridisegnando in silenzio la mappa demografica e produttiva dell’Italia. A certificarlo è un rapporto del Cnel, che restituisce l’immagine di una mobilità giovanile ormai strutturale e non più episodica. Un fenomeno che riguarda tutto il territorio nazionale, ma con intensità diverse: quasi la metà delle partenze (49%) arriva dalle regioni del Nord, mentre il 35% coinvolge il Mezzogiorno.

Il dato diventa ancora più allarmante se si guarda al saldo netto: al netto degli ingressi dall’estero, il Paese perde 441mila giovani. Una vera e propria emorragia di capitale umano che incide su crescita economica, innovazione e tenuta del sistema sociale. Nel complesso, i giovani emigrati nel periodo 2011-2024 rappresentano il 7% di tutti i residenti italiani della stessa fascia d’età nel 2024, una quota tutt’altro che marginale.

Il trend, lungi dall’invertirsi, continua a rafforzarsi. Solo nel 2024 sono stati 78mila i giovani che hanno lasciato l’Italia, spinti da opportunità di lavoro più stabili, salari più competitivi e percorsi professionali più chiari rispetto a quelli offerti in patria. Una fotografia che interroga la politica e le istituzioni sulla capacità del Paese di trattenere – e attrarre – le nuove generazioni, senza le quali il rischio è quello di un futuro sempre più povero di competenze, energie e prospettive.

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