2 Ottobre 2026, venerdì
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Appendino (M5S) all’attacco: «Risorse bocciate, Meloni ignora l’allarme sicurezza»

Manovra economica, scontro alla Camera sulla sicurezza urbana

Il Governo respinge l’ordine del giorno sulle politiche integrate per la sicurezza urbana e accende lo scontro in Aula. A puntare il dito contro l’esecutivo è Chiara Appendino, deputata del Movimento 5 Stelle, che durante il dibattito sulla Manovra accusa la presidente del Consiglio di vivere «su un altro pianeta», lontana dalla realtà quotidiana delle città italiane.

Il no della maggioranza all’atto parlamentare a sua firma, spiega Appendino, rappresenta l’ennesima dimostrazione di una distanza profonda tra Palazzo Chigi e i territori. «Forse per Giorgia Meloni – afferma – i cittadini si sentono tutti più sicuri, le baby gang non esistono, periferie e stazioni sono oasi felici». Ma, incalza la parlamentare pentastellata, «la realtà è esattamente l’opposto».

Nel suo intervento, Appendino descrive un Paese in cui la percezione di insicurezza cresce, soprattutto nelle periferie urbane: «Ci sono quartieri dove le persone hanno paura anche solo di uscire di casa. Nelle città, spesso, sembra di vivere nel far west». Una fotografia che, secondo la deputata, non nasce da slogan politici ma dai dati ufficiali del Ministero dell’Interno, citati in Aula come prova del fallimento delle politiche del Governo: scippi in aumento dell’8%, rapine del 24%, violenze sessuali addirittura del 34%.

Numeri che, a suo dire, trovano conferma anche nel sentimento diffuso tra i cittadini. «Tre italiani su quattro dichiarano di sentirsi oggi meno sicuri rispetto a prima dell’arrivo di Meloni a Palazzo Chigi», sottolinea Appendino, rivolgendo un appello diretto alla maggioranza: «Aprite gli occhi».

Non manca, infine, un affondo sulle priorità dell’esecutivo. La deputata M5S richiama prese di posizione delle stesse Forze dell’ordine, che avrebbero denunciato come la sicurezza, per la destra, resti spesso «uno slogan da comizio», non accompagnato da interventi concreti e risorse adeguate. «Per la presidente del Consiglio – conclude – la colpa è sempre di qualcun altro. Ma gli italiani, ormai, conoscono la verità».

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