9 Agosto 2026, domenica
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Ucraina, Appendino all’attacco: “Salvini recita da pacifista, ma alla fine sceglie sempre la poltrona”

Nuovo via libera del Consiglio dei ministri all’invio di armi a Kiev. La deputata M5S attacca duramente il leader leghista e denuncia quelle che definisce “contraddizioni strutturali” della Lega al governo

Nel Consiglio dei ministri è arrivato l’atto finale di una partita che, secondo il Movimento 5 Stelle, era già scritta da tempo. Dopo settimane di discussioni e distinguo pubblici, il governo ha varato un nuovo invio di armi all’Ucraina. E anche questa volta la Lega ha dato il proprio assenso. Un epilogo scontato, sostiene Chiara Appendino, che sui suoi canali social affonda il colpo contro Matteo Salvini e il suo partito.

Per la deputata pentastellata, quella andata in scena nelle ultime settimane non è stata una vera dialettica politica, ma una “stucchevole farsa”. Da un lato, accusa Appendino, Salvini avrebbe indossato i panni del pacifista davanti alle telecamere, riempiendo talk show e dichiarazioni pubbliche di appelli alla pace; dall’altro, nei passaggi decisivi in Consiglio dei ministri e in Parlamento, la Lega avrebbe votato compatta a favore di ogni singolo invio di armi.

Un doppio registro che, secondo l’esponente M5S, si ripete con puntualità. “Nei talk show fanno i pacifisti, in Aula votano da falchi”, è in sostanza la denuncia, accompagnata dall’accusa di essere “sottomessi a logiche di guerra” che sottrarrebbero risorse fondamentali al Paese. Risorse che, a giudizio di Appendino, dovrebbero invece essere destinate a sanità, trasporti, welfare e sostegno alle famiglie.

Ma la critica non si ferma alla politica estera. L’ex sindaca di Torino inserisce la questione ucraina in un quadro più ampio, parlando di “tradimenti seriali” del leader leghista. A partire dalla promessa, più volte ribadita in passato, di superare la legge Fornero: una promessa che, secondo Appendino, non solo non sarebbe stata mantenuta, ma avrebbe prodotto un sistema pensionistico ancora più penalizzante, rendendo la pensione un traguardo sempre più lontano per milioni di cittadini.

Nel mirino finiscono anche le infrastrutture e i trasporti. Mentre pendolari e utenti del trasporto pubblico locale affrontano quotidianamente disservizi, ritardi e guasti – il riferimento ironico è al celebre “chiodo birichino” – il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sarebbe, secondo la deputata M5S, concentrato quasi esclusivamente sul progetto del Ponte sullo Stretto. Un’opera definita “una voragine di miliardi”, per di più storicamente osteggiata dalla stessa Lega prima di diventare un cavallo di battaglia di governo.

Appendino richiama poi il tema dell’immigrazione, altro pilastro della propaganda leghista. Anche qui, sostiene, i numeri smentirebbero le promesse: negli ultimi tre anni, con la Lega al governo, si sarebbe registrato l’ingresso di circa 300mila immigrati irregolari, a dimostrazione di un fallimento rispetto agli slogan di “porti chiusi” e blocco degli sbarchi.

Il giudizio finale è netto e politico: non si tratterebbe di singole bugie o di incoerenze episodiche, ma di un vero e proprio “sistema di potere” che baratta la coerenza con la permanenza al governo. Un meccanismo che, sempre secondo la deputata del Movimento 5 Stelle, lascia l’Italia “nell’apatia” e i cittadini senza risposte concrete.

Da qui l’affondo conclusivo: di fronte alla scelta tra la pace e la poltrona, Salvini avrebbe scelto ancora una volta la seconda. E il ruolo del leader leghista nell’attuale esecutivo viene liquidato con una definizione durissima: “giullare di corte”, che per dignità, conclude Appendino, dovrebbe rassegnare le dimissioni.

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