Donald Trump prova a spingere verso una risoluzione definitiva del conflitto in Ucraina. Dopo aver ricevuto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Mar-a-Lago, l’ex presidente statunitense si è dichiarato fiducioso sul possibile accordo di pace, anticipando che, se tutto va bene, la guerra potrebbe finire “entro un paio di settimane”. Trump, che ha recentemente avuto una telefonata di oltre un’ora con Vladimir Putin, ha definito i colloqui come “costruttivi” e ha sottolineato come sia stato un incontro “fantastico” con Zelensky. “Siamo molto vicini a una soluzione”, ha dichiarato, anche se ha riconosciuto che alcune difficoltà restano, in particolare sulla delicata questione del Donbass.
Il presidente ucraino, che ha accettato la possibilità di un referendum su eventuali concessioni territoriali, ha sottolineato che la situazione resta complessa e che le divergenze con la Russia rimangono su temi fondamentali. Nonostante ciò, Trump ha assicurato che la sicurezza dell’Ucraina sarà garantita in qualsiasi piano di pace, coinvolgendo anche i partner europei in un accordo di lungo termine.
La Telefonata con Putin: Un Passo Importante
L’incontro tra Trump e Zelensky non è stato l’unico momento cruciale del vertice a Mar-a-Lago. Prima dell’arrivo del presidente ucraino, Trump ha avuto una lunga conversazione telefonica con Vladimir Putin, definita “molto costruttiva” da entrambe le parti. Secondo quanto riferito dal Cremlino, la telefonata ha avuto come tema principale il rischio che una tregua, proposta da alcuni attori internazionali, possa solo prolungare il conflitto. Trump ha affermato di comprendere la posizione del leader russo, che considera una tregua come un potenziale freno ai negoziati di pace.
Nonostante le differenze, Trump ha ribadito che Putin sarebbe “molto serio” nel volere un accordo pacifico e determinato a seguire il percorso diplomatico. Tuttavia, rimangono “una o due questioni spinose” da risolvere, tra cui, appunto, il futuro del Donbass, una delle aree più contese del conflitto.
Il Nodo del Donbass: Divergenze Profonde
Il Donbass, regione orientale dell’Ucraina, continua a essere uno degli ostacoli principali per la pace. Zelensky ha chiarito che non esiste ancora un accordo con la Russia sulla questione, anche se sono emersi segnali di avvicinamento. La possibilità di considerare il Donbass come zona di libero scambio non è stata ancora ufficialmente accettata da Mosca, e Trump ha confermato che questa resta una delle principali difficoltà nei colloqui.
Zelensky ha ribadito la necessità di un referendum per prendere una decisione sulla cessione di territori, ma ha anche espresso apertura a concessioni, purché vengano garantite adeguate condizioni di sicurezza. Per Trump, la situazione è complessa ma si sta muovendo nella “giusta direzione”, e ha sperato che, se le parti continueranno a lavorare insieme, un accordo possa essere trovato.
La Centrale Nucleare di Zaporizhzhia: Un Tema Cruciale
Altro punto delicato del negoziato riguarda la centrale nucleare di Zaporizhzhia, sotto il controllo russo. Trump ha riferito di aver discusso con Putin sulla questione, spiegando che il leader russo è al lavoro con l’Ucraina per consentire l’apertura dell’impianto. “È bravo in questo senso”, ha commentato il presidente americano, evidenziando come la sicurezza della centrale sia fondamentale per la stabilità della regione.
L’Europa e le Garanzie di Sicurezza
Durante l’incontro con Zelensky, Trump ha anche coinvolto i leader europei in una videoconferenza. L’Europa, ha spiegato, giocherà un ruolo fondamentale nelle future garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Trump ha anticipato che sarà raggiunto un accordo solido con l’Europa, sebbene i dettagli siano ancora da definire. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato l’importanza della coesione tra gli alleati, mentre la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha parlato di “progressi significativi” nei colloqui, pur ribadendo che le garanzie di sicurezza devono essere “incrollabili fin dal primo giorno”.
Zelensky e le Aperture alla Pace
Zelensky, da parte sua, ha fatto un passo importante durante l’incontro, dichiarando che potrebbe essere disposto a fare concessioni territoriali se venissero garantite adeguate condizioni di sicurezza. Inoltre, ha aperto alla possibilità di indire le prime elezioni dal 2019, una richiesta avanzata da Mosca e sostenuta anche da Trump.
Il presidente ucraino ha mostrato una certa serenità, nonostante la complessità dei negoziati, e ha definito Trump “coraggioso” per il suo impegno nella ricerca della pace.
I Prossimi Passi del Negozio
Trump non ha escluso la possibilità di un suo futuro viaggio in Ucraina o di un intervento diretto al parlamento di Kiev per presentare personalmente il piano di pace. Tuttavia, la questione del Donbass e le divergenze tra Mosca e Kiev rendono ancora incerto l’esito finale. “Siamo nelle fasi finali dei colloqui”, ha ribadito Trump, ma ha avvertito che se le parti non riusciranno a trovare un accordo, il conflitto potrebbe continuare per molto tempo.
Mosca: “Kiev Prenda una Decisione Coraggiosa”
Nel frattempo, la Russia ha avviato due gruppi di lavoro con gli Stati Uniti per risolvere la crisi. Uno di questi si concentrerà sulla sicurezza, l’altro sulle questioni economiche, e maggiori dettagli verranno forniti all’inizio di gennaio. Mosca ha ribadito che la fine del conflitto dipende da una “decisione coraggiosa” di Kiev sul Donbass, mentre i bombardamenti russi su Kiev hanno dimostrato la determinazione del Cremlino a non fermarsi.
La guerra, dunque, rimane lontana dalla conclusione, ma la diplomazia sembra essere entrata in una fase cruciale. La comunità internazionale, e in particolare l’Europa, osservano con attenzione i prossimi sviluppi, con la speranza che la pace possa finalmente prevalere sul conflitto che ha già causato enormi sofferenze.
