6 Settembre 2026, domenica
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Siria, pioggia di bombe Usa sulle basi dell’Isis: colpite decine di obiettivi. Trump: «Rappresaglia dura e promessa mantenuta»

Raid notturni in risposta all’uccisione di militari americani: Washington intensifica la pressione sul jihadismo in Siria centrale ed orientale

Gli Stati Uniti hanno lanciato una vasta operazione militare contro lo Stato islamico in Siria, mettendo nel mirino decine di strutture riconducibili all’organizzazione jihadista. I raid aerei rappresentano la risposta diretta dell’amministrazione guidata da Donald Trump all’uccisione di due soldati americani e di un interprete statunitense, colpiti – secondo quanto riferito da fonti Usa – da un cecchino affiliato all’Isis ed ex membro delle forze di sicurezza di Damasco.

L’azione militare, descritta da fonti statunitensi come «di ampia portata», ha coinvolto aerei da combattimento ed elicotteri d’assalto, impegnati per diverse ore in una serie coordinata di attacchi in più località della Siria centrale. Oltre ai velivoli, le Forze armate Usa avrebbero fatto ricorso anche a sistemi di artiglieria, colpendo «dozzine» di obiettivi strategici del gruppo jihadista.

Tra i bersagli figurano depositi di armi, infrastrutture logistiche ed edifici utilizzati per il coordinamento delle operazioni dell’Isis. Un funzionario americano, citato in forma anonima dalla stampa, ha definito l’operazione un «attacco enorme», destinato a protrarsi fino alle prime ore del mattino, con l’obiettivo di indebolire in modo significativo la capacità operativa delle cellule ancora attive nel Paese.

Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, con sede a Londra, almeno cinque miliziani dell’Isis sono rimasti uccisi durante i bombardamenti notturni nell’est della Siria. Tra le vittime ci sarebbe anche un leader di cellula, responsabile dell’impiego di droni nella zona, elemento che confermerebbe il livello di sofisticazione raggiunto da alcune unità del gruppo jihadista.

Sull’operazione è intervenuto direttamente Donald Trump con un messaggio pubblicato su Truth. «A causa dell’efferata uccisione di coraggiosi patrioti americani in Siria da parte dell’Isis – ha scritto – gli Stati Uniti stanno infliggendo una forte rappresaglia, proprio come avevo promesso, contro i terroristi assassini responsabili». Il presidente ha aggiunto che le forze americane stanno «colpendo con forza le roccaforti dell’Isis in Siria», definendo il Paese «un luogo intriso di sangue e afflitto da molti problemi, ma con un futuro promettente se l’Isis verrà debellato».

Nel suo intervento, Trump ha inoltre sottolineato la convergenza con le autorità di Damasco, affermando che il governo siriano, «guidato da un uomo che sta lavorando duramente per riportare la Siria alla grandezza», sarebbe «pienamente solidale» con l’azione statunitense. Un passaggio che conferma come il fronte anti-Isis resti, almeno su questo terreno, un punto di contatto tra Washington e il potere siriano, in un contesto regionale ancora segnato da forti tensioni e instabilità.

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