3 Ottobre 2026, sabato
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Appendino: «Su Askatasuna niente alibi. Ma dal governo solo propaganda squallida»

Scontri a Torino dopo il caso Askatasuna, l’ex sindaca prende posizione: condanna netta delle violenze ma attacco frontale all’esecutivo su sicurezza e doppio standard

Le scene di guerriglia urbana che arrivano da Torino, tra bombe carta e scontri con le forze dell’ordine, impongono una presa di posizione chiara. Chiara Appendino, deputata del Movimento 5 Stelle ed ex sindaca della città, non usa mezzi termini: le violenze esplose attorno al centro sociale Askatasuna sono “inermi e inaccettabili” e dimostrano, a suo giudizio, che lo sgombero fosse ormai una scelta obbligata.

«Da Askatasuna sono partiti atti che non possono essere difesi in alcun modo – sottolinea – e davanti a simili episodi non c’è spazio per il buonismo». Una condanna netta, che non lascia margini di ambiguità e che ribadisce una linea di fermezza sul piano dell’ordine pubblico.

Ma il bersaglio politico della deputata pentastellata si sposta subito più in alto. Appendino accusa infatti il governo di voler sfruttare gli scontri per costruire una narrazione di comodo sulla legalità e sulla tutela degli agenti. «L’esecutivo non provi a rifarsi una verginità – attacca – perché è proprio questo il governo dell’insicurezza».

Secondo l’ex sindaca, mentre la destra alimenta una “propaganda di bassa lega”, la realtà racconta tutt’altro: reati in aumento, organici delle forze dell’ordine insufficienti e agenti lasciati in una condizione di precarietà strutturale. «Se davvero vogliono difendere chi indossa una divisa – incalza – stanzino risorse per nuove assunzioni, garantiscano condizioni di lavoro dignitose e smettano di spostare sempre più in là l’età pensionabile».

Nel suo intervento, Appendino richiama anche il tema del doppio standard nell’applicazione della legge, indicando apertamente il caso di CasaPound. «Aprano finalmente gli occhi su quell’occupazione – conclude – perché la legalità non può essere selettiva: deve valere per tutti, senza eccezioni e senza convenienze politiche».

Una posizione che tiene insieme rigore e critica, nel tentativo di sottrarre il tema della sicurezza tanto al giustificazionismo quanto alla strumentalizzazione ideologica.

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