12 Febbraio 2026, giovedì
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Terracina sotto assedio mafioso: cinque arresti e beni sequestrati per 11 milioni

Maxi operazione dei Carabinieri tra Lazio e Campania: arresti, accuse di scambio elettorale politico-mafioso e un sequestro patrimoniale da oltre 11 milioni di euro. Coinvolto anche un esponente del clan Licciardi di Napoli.

AGGIORNAMENTO

Dalle prime ore dell’alba è scattata una vasta operazione dei Carabinieri che ha interessato Terracina, San Felice Circeo, Napoli e Roma, mettendo nel mirino presunti intrecci tra criminalità organizzata, politica e imprenditoria. I militari del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Latina, con il supporto dei comandi territorialmente competenti e del Raggruppamento Aeromobili Carabinieri di Pratica di Mare – intervenuto con un elicottero – hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Il provvedimento riguarda cinque persone, gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di scambio elettorale politico-mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, trasferimento fraudolento di valori e turbata libertà degli incanti.

L’indagine, condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina tra giugno 2022 e ottobre 2023 e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, prende le mosse da un’articolata attività info-investigativa sviluppata sul territorio. Gli accertamenti avrebbero fatto emergere il radicamento, nel tessuto economico, imprenditoriale, politico e sociale della città di Terracina, di una famiglia ritenuta legata anche da vincoli di sangue al noto clan camorristico Licciardi di Napoli, storicamente inserito nella cosiddetta Alleanza di Secondigliano.

Nel dettaglio, le investigazioni avrebbero consentito di documentare le presunte condotte di un pubblico funzionario di Terracina che, insieme a un soggetto ritenuto appartenente al clan Licciardi, avrebbe chiesto e ottenuto appoggio elettorale in occasione delle elezioni amministrative del maggio 2023. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’accordo si sarebbe inserito in un più ampio contesto di rapporti illeciti e di reciproco interesse.

Gli inquirenti avrebbero inoltre cristallizzato una serie di presunte condotte violente e minacciose che i due indagati avrebbero posto in essere ai danni di una vittima, costretta a versare somme di denaro – non ancora quantificate – in relazione a un precedente prestito di natura usuraria.

Un ulteriore filone investigativo riguarda un imprenditore locale, ritenuto in rapporti con l’esponente del clan, che avrebbe fittiziamente intestato a terzi numerosi beni – tra immobili, quote societarie e attività commerciali – dislocati tra Napoli, Terracina, San Felice Circeo e Roma. L’obiettivo, secondo l’accusa, sarebbe stato quello di eludere l’applicazione di eventuali misure di prevenzione patrimoniale.

Proprio su questo fronte è scattato un imponente sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, che ha riguardato sette locali commerciali – corrispondenti a un’intera galleria –, un bed & breakfast, venti unità immobiliari e tre terreni. Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro supera gli 11 milioni di euro.

Parallelamente, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina sta procedendo alla notifica di undici informazioni di garanzia emesse dalla Procura della Repubblica di Latina nei confronti di altrettanti soggetti. Questi ultimi sono indagati, a vario titolo, per trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio, sottrazione fraudolenta di crediti d’imposta, corruzione e turbata libertà degli incanti. Le loro posizioni sono state vagliate dall’autorità giudiziaria pontina a seguito di uno stralcio del procedimento principale, nell’ambito del quale la Direzione Distrettuale Antimafia di Roma ha disposto l’odierna esecuzione delle misure cautelari.

L’operazione conferma ancora una volta l’attenzione degli investigatori sul litorale laziale, considerato area sensibile per le infiltrazioni della criminalità organizzata, e il costante impegno delle forze dell’ordine e della magistratura nel contrasto ai legami tra mafia, affari e politica.

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