La notte di San Siro, illuminata dalle luci della Champions League, si chiude nel modo più amaro per l’Inter di Cristian Chivu. Un rigore a due minuti dalla fine, assegnato dopo l’intervento del VAR per una trattenuta di Alessandro Bastoni su Wirtz, permette a Dominik Szoboszlai di firmare l’1-0 che consegna al Liverpool una vittoria pesante e riapre i giochi nel gruppo, portando gli inglesi ad agganciare i nerazzurri a quota dodici punti. Una sconfitta che arriva al termine di una gara intensa, equilibrata e segnata da episodi che ne hanno orientato l’inerzia.
L’avvio del match racconta una storia subito complicata per l’Inter, costretta a rinunciare a due pedine fondamentali nel giro di mezz’ora. Hakan Calhanoglu, dopo soli undici minuti, abbandona il campo per un problema muscolare ed è sostituito da Zielinski; poco dopo, la sorte si accanisce anche su Francesco Acerbi, frenato da un fastidio al flessore e costretto a lasciare il posto a Bisseck. Due assenze pesanti, soprattutto contro un Liverpool entrato in partita con maggior fluidità di gioco e convinto nel pressing.
Gli uomini di Arne Slot crescono minuto dopo minuto e costruiscono le prime vere occasioni con Jones e Gravenberch. La pressione si concretizza al trentaduesimo minuto: su un calcio d’angolo battuto dalla destra, Van Dijk svetta più alto di tutti, il pallone carambola sul braccio di Ekitiké e finisce sulla testa di Konaté, che da pochi passi mette in rete. Sembra il gol del vantaggio inglese, ma il VAR richiama l’attenzione dell’arbitro Zwayer e l’episodio viene annullato. Una decisione che cambia l’aria della partita, scuotendo l’Inter da un inizio timido.
Da quel momento i nerazzurri si accendono. Prima Bisseck mette i brividi ad Alisson, poi Barella sfiora il capolavoro su punizione, trovando il portiere brasiliano pronto alla deviazione. Nel recupero, è Lautaro Martinez a sfiorare il gol: colpo di testa preciso, Alisson si stende e salva il risultato. È l’Inter migliore della serata, quella che chiude il primo tempo con un piglio ben diverso rispetto alla frazione iniziale.
La ripresa vede una squadra decisa a cambiare il destino del match. L’Inter attacca con convinzione, ma paga l’imprecisione nelle scelte finali. Le conclusioni affrettate e le aperture mancate impediscono ai nerazzurri di concretizzare la mole di gioco prodotta. Il Liverpool, più attento e corto, attende il momento giusto per ripartire e crea pericoli concreti in contropiede. Al settantasettesimo Ekitiké viene imbeccato da un filtrante insidioso, ma Sommer legge la situazione e sventa in uscita. Il portiere svizzero si supera ancora all’ottantesimo, negando il gol a Bradley in una delle occasioni più nette degli inglesi.
Quando il match sembra avviarsi verso un pareggio che avrebbe rispecchiato l’equilibrio mostrato in campo, arriva l’episodio che lo decide. All’ottantottesimo Bastoni trattiene Wirtz in area: l’arbitro inizialmente lascia correre, ma il VAR interviene e richiama Zwayer alla revisione. Dopo un rapido controllo, il rigore viene assegnato. Sul dischetto si presenta Szoboszlai, che spiazza Sommer e firma il gol che vale la vittoria del Liverpool.
È un colpo pesante per l’Inter, reduce dalla seconda sconfitta consecutiva in Champions League e agganciata dagli inglesi al quinto posto. Una gara che lascia rimpianti per le occasioni mancate e per gli infortuni che hanno complicato la serata. Ma anche una partita che conferma la competitività della squadra di Chivu, rimasta in equilibrio fino alla fine contro una delle formazioni più solide del continente.
La League Phase entra ora in un momento decisivo e la lotta per la qualificazione si fa più serrata. Per l’Inter sarà essenziale ritrovare subito continuità e lucidità, lasciandosi alle spalle un match deciso da un singolo episodio, ma ricco di spunti che serviranno per ripartire.
