10 Marzo 2026, martedì
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Firenze rinvia la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese: il caso approda in Aula

La Commissione Pace ferma la proposta per la relatrice Onu sui diritti nei Territori palestinesi. Mancano i numeri, pesa la posizione del sindaco Funaro. Si valuta un riconoscimento istituzionale alternativo.

La cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei Territori palestinesi, non arriverà – almeno per ora. A Firenze, la Commissione Pace di Palazzo Vecchio ha scelto di rinviare la discussione, frenando la risoluzione presentata da Dmitrij Palagi, esponente di Sinistra Progetto Comune, che chiedeva un conferimento ufficiale alla giurista italiana attiva in sede Onu. Una decisione maturata il 3 dicembre e motivata da ciò che molti, durante la seduta, hanno definito una “mancanza di condizioni politiche”: tradotto, non ci sono i numeri necessari in Consiglio comunale per portare l’atto all’approvazione.

A chiarire lo scenario è stata la presidente della Commissione, Stefania Collesei del Partito Democratico, che ha preso la parola senza giri di frase: “In questo momento non ci sono le condizioni per la cittadinanza onoraria, non ci sono i numeri in Consiglio comunale”. Una posizione che fotografa con precisione l’impasse in cui si è arenata la proposta. Non una bocciatura di principio, sostiene Collesei, ma la presa d’atto di un quadro politico che non consente di procedere.

La posizione di Collesei: salvare il merito, ripensare la forma

La presidente ha insistito su un punto: il rinvio non è un giudizio negativo sul lavoro di Albanese. “C’è una presa di posizione forte del sindaco Funaro, ma quello che cerco di riaffermare è il contenuto principale dell’atto: vogliamo che vengano riconosciuti i contenuti del report che Albanese ha fatto per l’Onu”. Un messaggio che ribalta la prospettiva: non si tratta di rinunciare al riconoscimento, ma di riformularlo in modo politicamente sostenibile.

Il ruolo del sindaco Funaro

Sullo sfondo, infatti, c’è la posizione del sindaco Sara Funaro, che secondo quanto emerso in Commissione avrebbe espresso riserve sull’opportunità di procedere ora con il conferimento. Una presa di posizione che ha pesato nella scelta di rinviare la votazione e che ha suggerito la necessità di un passaggio in Aula più meditato, magari accompagnato da un confronto tra le forze di maggioranza.

Verso un riconoscimento alternativo

La Commissione non ha chiuso la porta al nome di Francesca Albanese. Al contrario, ha aperto a un percorso diverso: non una cittadinanza onoraria, almeno per il momento, ma una forma di riconoscimento istituzionale che valorizzi il lavoro svolto dalla relatrice speciale. “Che tipo di riconoscimento? È ancora da verificare – ha osservato Collesei –. Se parliamo di un riconoscimento ufficiale come un Leone d’oro, questo non è previsto nell’emendamento. Ma c’è il riconoscimento del suo lavoro: ad esempio, organizzare un convegno in Palazzo Vecchio sui suoi report è già un modo per valorizzarlo”.

Un’ipotesi, quest’ultima, che ha trovato sponda anche in Alleanza Verdi Sinistra. Caterina Arciprete, intervenendo nel dibattito, ha chiesto però un passo ulteriore: “Si deve lavorare per trovare una concretezza del riconoscimento. Ben venga un convegno, ma non è sufficiente: bisogna lavorare nella maggioranza per fare un passo in più. Il riconoscimento deve andare a Francesca Albanese e non solo al suo rapporto”.

La critica di Palagi: “Discussione anticipata, responsabilità politica del sindaco”

Il proponente, Dmitrij Palagi, non ha nascosto il proprio disappunto. Secondo lui, la gestione dei tempi avrebbe penalizzato la discussione: “C’è una responsabilità politica del sindaco che ha scelto, lunedì, di anticipare il confronto senza permettere di spiegare le nostre argomentazioni”. Palagi rivendica il senso della proposta originaria: “Per noi è imprescindibile che ci sia un riconoscimento ad Albanese che faccia capire che è la benvenuta in questa città”. E annuncia che “la prossima settimana ci sarà un aggiornamento della discussione”.

Chi è Francesca Albanese e perché il suo lavoro divide

Avvocata, giurista ed esperta di diritto internazionale, Albanese ricopre dal 2022 il ruolo di relatrice speciale Onu per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati dal 1967. I suoi report, spesso oggetto di dibattito anche a livello internazionale, analizzano la condizione delle popolazioni coinvolte e il rispetto delle norme di diritto umanitario. Un mandato indipendente, conferito dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, che ha collocato il suo nome al centro di dinamiche politiche e diplomatiche complesse.

I prossimi passaggi

Il tema tornerà sul tavolo della Commissione nella prossima seduta, quando saranno valutati eventuali emendamenti e ipotesi alternative di riconoscimento. Tra queste, l’organizzazione a Palazzo Vecchio di un’iniziativa pubblica dedicata ai report Onu firmati da Albanese. Un modo per spostare il baricentro dalla dimensione simbolica del titolo onorifico al merito concreto del lavoro svolto.

Il dibattito resta aperto. E nel delicato equilibrio tra politica locale, sensibilità internazionali e riconoscimento istituzionale, Firenze dovrà ora decidere come e quando rendere omaggio all’impegno di una delle figure più discusse e monitorate dell’attuale sistema Onu.

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