2 Luglio 2026, giovedì
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Palmoli, il caso della famiglia nel bosco. L’avvocato lascia il mandato: “Fiducia incrinata, impossibile proseguire”

Il legale Angelucci si ritira dopo il rifiuto dei coniugi alle soluzioni abitative e al progetto di ristrutturazione del casolare. Proseguono gli accertamenti del ministero della Giustizia sul provvedimento del Tribunale dei minori

A Palmoli, piccolo centro dell’entroterra teatino dove la vicenda della famiglia che viveva nel bosco ha acceso riflettori nazionali, arriva un nuovo colpo di scena. L’avvocato Giovanni Angelucci, difensore dei coniugi Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, ha rinunciato al mandato. Una decisione che il legale definisce sofferta ma inevitabile, maturata dopo giorni di pressioni esterne, rifiuti e tentativi di mediazione naufragati. Al centro, ancora una volta, la difficilissima gestione di una storia che intreccia disagio abitativo, scelte di vita radicali, tensioni mediatiche e la tutela dei tre bambini allontanati dal Tribunale dei minori dell’Aquila.

Angelucci ricostruisce in una nota i motivi della sua scelta, sottolineando che i coniugi hanno respinto ogni proposta concreta, tanto sul fronte dell’ospitalità immediata quanto su quello degli interventi strutturali sul casolare di montagna dove la famiglia ha vissuto negli ultimi anni. Il legale parla di una “fiducia incrinata” alla base del rapporto professionale e di una serie di ingerenze che, a suo dire, avrebbero reso impossibile proseguire secondo la linea difensiva concordata.

La giornata che ha portato alla rottura è segnata da appuntamenti saltati e offerte rispedite al mittente. Angelucci ricorda che lunedì sera aveva incontrato Nathan nel suo studio per formalizzare l’incarico a un ingegnere di parte. Il giorno successivo i due avrebbero dovuto visitare insieme un’abitazione poco distante dal casolare, messa a disposizione gratuitamente da un imprenditore originario di Palmoli. Una soluzione che si affiancava a quella proposta dal sindaco, ma che è stata comunque rifiutata. Nessun sopralluogo, nessun incontro, nulla di fatto.

A questo si aggiunge il capitolo del progetto di ristrutturazione del casolare. L’avvocato spiega che avrebbe dovuto raccogliere la firma necessaria per il deposito del piano straordinario presso il Genio civile. Ma i coniugi, giudicando gli interventi troppo invasivi, hanno negato il consenso, bloccando una procedura già predisposta dal tecnico incaricato. Nella stessa mattinata, un geometra accompagnato da un rappresentante della Ssap San Salvo Appalti, disponibile a farsi carico dei lavori, si era recato alla casa nel bosco. Anche questa offerta è stata respinta.

Per Angelucci, l’accumulo di dinieghi e la mancanza di collaborazione rendono impossibile garantire una difesa che definisce piena, coerente e conforme alla deontologia. Aveva programmato anche un incontro con una psicologa infantile, specializzata in cognitivo-comportamentale, per offrire supporto tecnico in vista del futuro giudizio. Passaggi che il legale riteneva indispensabili per preparare il reclamo in scadenza. Con tempi così stretti, afferma, non è possibile indugiare. Da qui la decisione di lasciare.

Nella sua nota, Angelucci mostra comunque un forte coinvolgimento umano. Descrive i Trevallion-Birmingham come “una splendida famiglia” e assicura che resterà disponibile per chiarimenti. Augura loro di trovare pace e serenità, purché disposti, scrive, a “smussare gli angoli e spalancare mente e cuore”.

Intanto la vicenda compie un nuovo passo: Nathan ha lasciato il casolare. È ospite di amici della comunità di neorurali in un paese vicino, per sottrarsi all’assedio di giornalisti e curiosi e per rispettare il “silenzio stampa” annunciato, finalizzato soprattutto alla tutela dei figli.

Sul fronte istituzionale, proseguono gli accertamenti del ministero della Giustizia. Una volta completate le verifiche, spetterà al Guardasigilli Carlo Nordio pronunciarsi sull’ordinanza del Tribunale dei minori. Le possibilità vanno dall’archiviazione a una sanzione fino all’eventuale apertura di un’inchiesta o all’invio degli ispettori, qualora emergessero elementi critici nel procedimento. Il caso continua anche a muovere risposte politiche: per il prossimo fine settimana è atteso in Abruzzo il leader della Lega Matteo Salvini, in concomitanza con una raccolta firme organizzata dal partito a sostegno della famiglia.

Quanto ai tre bambini, ospitati in una struttura protetta insieme alla madre Catherine come disposto dalla magistratura, fonti vicine alla comunità che li segue riferiscono che stanno bene. Un raggio di normalità dentro una vicenda che, tra tensioni pubbliche e fragilità private, resta ancora lontana dal trovare un equilibrio.

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