La giornata politica piemontese si muove su più fronti, unendo toni di soddisfazione e dure critiche all’indirizzo della Giunta regionale. Il Movimento 5 Stelle, attraverso gli interventi dei consiglieri Sarah Disabato e Pasquale Coluccio, mette in fila conquiste, allarmi e richieste rimaste senza risposta.
Da un lato c’è il risultato rivendicato con orgoglio: il rifinanziamento dei Centri di Recupero Animali Selvatici, realtà che operano in condizioni spesso difficili e con risorse limitate. La Regione Piemonte ha stanziato centocinquantamila euro per coprire le spese sostenute nei bilanci 2024 e 2025. Una decisione che per il M5S rappresenta il coronamento di un lavoro avviato già nella scorsa legislatura con la modifica alla legge regionale 5 del 2018, intervento normativo che ha permesso di reintrodurre un contributo considerato essenziale per queste strutture.
Sarah Disabato, capogruppo regionale, parla di un risultato concreto, frutto di un dialogo costante con il presidente Alberto Cirio e con gli assessori competenti. Sottolinea come la tutela della fauna selvatica sia, prima ancora che un tema politico, una responsabilità collettiva. Il rifinanziamento, afferma, non è solo una soddisfazione politica ma un fatto che emoziona chi lavora per garantire una rete regionale efficiente e capillare.
Non manca un ringraziamento diretto ai tre centri oggi inseriti nella rete regionale: la sede della Lipu ad Asti, il Centro Recupero di Bernezzo e il Centro Cicogne e Anatidi di Racconigi. L’auspicio del M5S è che la rete possa ampliarsi e coprire anche le aree del territorio ancora sprovviste di strutture dedicate. La promessa è quella di continuare a sostenere i Cras, con la convinzione che proteggere la fauna selvatica significhi tutelare un patrimonio dello Stato.
Accanto alla soddisfazione, tuttavia, si apre un capitolo ben diverso e dai toni decisamente più critici. Disabato chiede alla Giunta Cirio di rompere il silenzio sui conti della sanità piemontese, finiti al centro di interrogazioni, richieste di chiarimento e ora anche dell’attenzione della Guardia di Finanza. A Palazzo Lascaris la capogruppo ha sollecitato un’informativa dettagliata, dopo che il Movimento aveva già interrogato l’assessore alla Sanità Matteo Riboldi sui sette milioni di euro di deficit relativi all’attività intramuraria della Città della Salute di Torino.
Un buco, afferma, sul quale dalla Giunta sarebbero arrivate risposte giudicate elusive e non risolutive, nonostante la recente firma del bilancio 2024 da parte del direttore generale Giovanni La Valle Tranchida. Il quadro si è complicato ulteriormente con l’intervento della Guardia di Finanza, che ha acquisito documenti, bilancio e atti relativi alla vicenda. Il M5S precisa di non voler interferire con il lavoro degli inquirenti, ma contesta il silenzio che, a suo dire, grava in Consiglio regionale. E insiste perché la Giunta chiarisca la situazione complessiva della sanità piemontese, soprattutto riguardo la principale azienda sanitaria della Regione.
Il fronte delle tensioni istituzionali non si chiude qui. In aula, questa volta a intervenire è il consigliere pentastellato Pasquale Coluccio, critico per la decisione della maggioranza di non discutere il suo question time sul futuro della Casa di Reclusione San Michele di Alessandria.
Il tema riguarda le numerose indiscrezioni su una possibile riconversione dell’istituto in carcere di massima sicurezza destinato anche a detenuti sottoposti al regime del 41 bis. Sindaco e parlamentari hanno già chiesto chiarimenti a Roma, ricorda Coluccio, mentre la Giunta piemontese avrebbe scelto, ancora una volta, la strada del silenzio. Per l’esecutivo regionale, a oggi non vi sarebbero elementi formali tali da richiedere un intervento immediato.
Una posizione giudicata grave dal M5S, soprattutto alla luce delle criticità operative e delle carenze di organico segnalate dai sindacati del personale penitenziario. Secondo Coluccio, una eventuale riconversione non accompagnata da adeguate risorse aggraverebbe problemi già pesanti. La richiesta è che la Regione assuma un ruolo attivo, garantisca il coinvolgimento del territorio e tuteli sia il personale che i progetti trattamentali e rieducativi già avviati nell’istituto.
La giornata si chiude così tra rivendicazioni e confronti mancati, in un quadro in cui il Movimento 5 Stelle rivendica le proprie battaglie su ambiente, sanità e istituzioni penitenziarie, mentre continua a premere su una Giunta Cirio chiamata a rispondere su questioni sensibili e ancora aperte.
