La Polonia compie un passo che segna un nuovo picco nella tensione diplomatico-politica con la Russia: la chiusura dell’ultimo consolato russo rimasto sul suo territorio, quello di Danzica. L’annuncio arriva direttamente dal ministro degli Esteri Radoslaw Sikorski, che ha presentato la decisione come una risposta diretta al recente sabotaggio ferroviario che Varsavia attribuisce a operazioni ispirate o coordinate da Mosca.
Il capo della diplomazia polacca non usa mezzi termini. Gli incidenti ferroviari degli ultimi giorni, ha dichiarato, costituiscono “un atto di terrorismo sponsorizzato dallo Stato” e avrebbero avuto “la chiara intenzione di causare vittime umane”. Parole durissime, che riflettono un clima già logorato da anni di frizioni politiche, operazioni ibride e accuse incrociate.
La chiusura del consolato di Danzica non arriva nel vuoto. È il terzo provvedimento di questo tipo nell’arco di pochi mesi: i consolati russi di Poznań e Cracovia erano già stati chiusi dopo precedenti episodi di sabotaggio che, secondo Varsavia, rientravano in una strategia di destabilizzazione orchestrata dal Cremlino. Con questa nuova mossa, la Polonia chiude l’ultimo varco formale di rappresentanza consolare russa al di fuori dell’ambasciata di Varsavia, segnando un ulteriore deterioramento dei rapporti bilaterali.
L’episodio che ha fatto scattare l’azione è stato descritto dal governo come l’ennesimo tentativo di sabotaggio alle infrastrutture critiche del Paese. Per Varsavia, gli attacchi alle reti ferroviarie non sono episodi isolati ma parte di una campagna più ampia che punta a colpire la sicurezza nazionale e, sul lungo periodo, la stabilità politica di uno degli alleati più convinti di Kiev.
La Russia, come spesso accaduto in situazioni analoghe, respinge ogni accusa. Ma l’iniziativa polacca si inserisce in un contesto europeo in cui la percezione delle minacce ibride attribuite a Mosca è aumentata in modo significativo, tanto da orientare nuove misure di sicurezza e politiche coordinate a livello comunitario.
Per Varsavia, la chiusura dell’ultimo consolato non è soltanto una sanzione diplomatica: è un messaggio politico che mira a denunciare un’escalation ritenuta inaccettabile e a ribadire che la Polonia non intende lasciare senza risposta ciò che considera un attacco diretto alla sua sovranità. Il gelo con Mosca, già profondo, diventa così ancora più visibile nelle relazioni ufficiali, mentre l’Europa osserva con crescente preoccupazione un confronto che continua ad allargarsi.
