3 Luglio 2026, venerdì
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L’Italia rallenta, Bruxelles rivede al ribasso le stime: crescita sotto l’1% fino al 2027

Nelle previsioni economiche d’autunno la Commissione europea corregge la traiettoria del Pil italiano: atteso un incremento più debole nel 2025 e 2026, con l’Italia unico Paese Ue sotto la soglia dell’1% anche nel 2027.

La nuova fotografia scattata dalla Commissione europea sull’economia italiana consegna un quadro meno brillante rispetto a quanto immaginato solo pochi mesi fa. Nelle previsioni economiche d’autunno pubblicate oggi, Bruxelles rivede al ribasso la crescita del Pil dell’Italia, correggendo in maniera significativa le stime diffuse la scorsa primavera.

Per il 2025, l’Esecutivo europeo prevede ora un aumento dello 0,4 per cento, lontano dallo 0,7 per cento ipotizzato nelle precedenti proiezioni. Una revisione che riflette il rallentamento del ciclo economico europeo, l’inasprimento delle condizioni finanziarie e il protrarsi di incertezze globali che incidono sulla capacità del Paese di accelerare.

Il passo rimane modesto anche nel 2026: il Pil italiano, secondo Bruxelles, crescerà soltanto dello 0,8 per cento, un decimo in meno rispetto allo 0,9 per cento indicato in primavera. Una frenata che conferma le difficoltà strutturali dell’economia, tra bassa produttività, consumi ancora sotto pressione e un contesto internazionale meno favorevole rispetto agli anni immediatamente successivi alla pandemia.

La Commissione tratteggia infine una traiettoria dei prossimi anni che non cambia di molto il quadro: il 2027, infatti, si dovrebbe chiudere con una crescita dello 0,9 per cento. Un dato che rende l’Italia l’unico Stato membro dell’Unione europea a rimanere stabilmente sotto la soglia dell’1 per cento per l’intero triennio considerato.

Le valutazioni di Bruxelles arrivano in una fase delicata per la politica economica nazionale, tra la gestione del debito, la necessità di confermare gli impegni sul Pnrr e una pressione internazionale crescente verso il consolidamento fiscale. Le nuove stime, pur non sorprendendo gli analisti, pongono l’accento sulla necessità di accelerare riforme e investimenti per rendere più robusta la crescita potenziale del Paese. Una sfida che si giocherà nei prossimi mesi, mentre l’Europa si prepara a una fase economica più prudente e meno espansiva.

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