Un boato, un attimo di silenzio e poi la polvere che si alza, densa, nel cuore di Roma. È lunedì mattina, 3 novembre, poco dopo le undici, quando una parte della Torre dei Conti, l’imponente bastione medievale che domina Largo Corrado Ricci e i Fori Imperiali, cede improvvisamente durante i lavori di restauro. In pochi secondi il cantiere si trasforma in un inferno di macerie, travi e calcinacci. Cinque operai vengono coinvolti nel crollo, uno di loro rimane intrappolato per quasi undici ore sotto le rovine.
Il suo nome era Octay Stroici, 66 anni, originario della Romania. È rimasto sempre vigile durante le estenuanti ore dei soccorsi, con una maschera d’ossigeno che i vigili del fuoco erano riusciti a fargli arrivare attraverso un varco tra le pietre. Lo hanno estratto in serata, dopo un lavoro disperato di scavo e messa in sicurezza. Trasportato in codice rosso al Policlinico Umberto I, Stroici è morto poco dopo il ricovero, nonostante le lunghe manovre di rianimazione cardiopolmonare.
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e disastro colposo, disponendo il sequestro dell’intera area del cantiere, finanziato con fondi del Pnrr e affidato alla Sovrintendenza Capitolina. L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Antonino Di Maio e dal pm Mario Dovinola, dovrà accertare le cause esatte del cedimento: se a crollare sia stata una porzione di muratura deteriorata o se il collasso abbia avuto origine dalle impalcature di sostegno.
Il crollo e la doppia frana di calcinacci
Il cedimento si è verificato intorno alle 11.20. Una parte della struttura in muratura, durante le operazioni di consolidamento, si è improvvisamente staccata, travolgendo parte delle impalcature e facendo precipitare diversi lavoratori. I testimoni raccontano di un fragore secco, “come un’esplosione”, seguito da una nube bianca che ha avvolto Largo Corrado Ricci. Sul posto sono giunte in pochi minuti tre squadre dei vigili del fuoco, mezzi del 118 e pattuglie della polizia locale.
Mentre i soccorritori lavoravano per estrarre Stroici, un nuovo collasso ha fatto cadere un’ulteriore massa di calcinacci, investendo la squadra dei pompieri. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito, ma la situazione ha reso ancora più delicato l’intervento di recupero.
Feriti e testimonianze dal cantiere
Oltre alla vittima, un altro operaio, Gaetano La Manna, 64 anni, ha riportato ferite al volto. È stato ricoverato all’ospedale San Giovanni e dimesso con otto giorni di prognosi. “Ho sentito un boato, poi tutto è venuto giù”, ha raccontato, il viso segnato da ematomi e punti di sutura. Altri tre colleghi sono stati recuperati grazie all’autoscala dei vigili del fuoco, due dei quali hanno rifiutato il ricovero dopo le prime cure sul posto.
“La vita di mio marito è stata salvata da un arco”, ha detto la moglie di uno degli operai feriti. “Ha sentito che qualcosa stava cedendo e si è riparato appena in tempo. Quando ho sentito la sua voce al telefono, ho capito che era vivo.”
L’area transennata e le indagini sulla sicurezza
Dopo il crollo, l’intera zona dei Fori Imperiali è stata chiusa al traffico pedonale e veicolare. La polizia locale ha istituito un ampio perimetro di sicurezza, mentre i tecnici del Comune e la Sovrintendenza hanno avviato verifiche statiche sulla torre e sulle strutture adiacenti.
La Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ha dichiarato che prima dell’avvio dei lavori erano state condotte indagini strutturali, prove di carico e carotaggi “che avevano attestato la sicurezza della torre”. Le operazioni di restauro, iniziate nel 2022 e finanziate con 6,9 milioni di euro del Pnrr, prevedevano la messa in sicurezza, il consolidamento e la valorizzazione della Torre dei Conti, con l’obiettivo di destinarla a futura sede museale.
La Torre dei Conti, bastione del Medioevo romano
Costruita nel XIII secolo per volontà di Riccardo Conti, nipote di papa Innocenzo III, la Torre dei Conti era un simbolo di potere e di difesa nel cuore di Roma medievale. Un tempo alta oltre cinquanta metri, la struttura è stata ridimensionata dopo vari terremoti e oggi si erge per ventinove metri. Da anni versava in condizioni di degrado, dopo essere rimasta inutilizzata dal 2006. Il progetto di restauro, avviato nel 2022 e con termine previsto nel 2026, avrebbe dovuto restituirle dignità e nuova vita. Ora, il suo destino è sospeso tra i sigilli della Procura e la ferita di un nuovo lutto.
Reazioni istituzionali e cordoglio
La notizia della morte di Stroici ha suscitato dolore e sgomento. La premier Giorgia Meloni ha espresso “profondo cordoglio per la tragica scomparsa dell’operaio”, ringraziando “i soccorritori che hanno lottato con coraggio fino all’ultimo”. Anche il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, si è recato sul luogo del crollo per seguire da vicino le operazioni.
La Difesa ha intanto annullato, per motivi di sicurezza, il tradizionale sorvolo delle Frecce Tricolori previsto per la cerimonia al Milite Ignoto. “Una decisione dovuta al rispetto di chi è impegnato nei soccorsi e alla memoria della vittima”, si legge nella nota ufficiale.
“Una strage silenziosa”
La morte di Octay Stroici si inserisce in un quadro tragico. Lo stesso giorno, altre cinque persone hanno perso la vita sul lavoro in diverse regioni italiane: da Napoli a Brescia, da Piacenza alla Sardegna. Nei primi nove mesi del 2025, secondo i dati diffusi, sono 777 le vittime sul lavoro: quasi tre al giorno.
“È una strage silenziosa che racconta un Paese dove si può ancora morire lavorando”, ha commentato Sandro Ruotolo, membro della segreteria del Partito Democratico ed europarlamentare. “Servono controlli veri, più ispettori, una Procura nazionale per la sicurezza sul lavoro. Ogni morte è una sconfitta dello Stato, della politica e della società.”
Nel silenzio sospeso della sera, i fari dei vigili del fuoco illuminano ancora la sagoma ferita della Torre dei Conti. Tra le sue pietre millenarie, custodi di secoli di storia, resta l’eco di un boato che ha spezzato una vita e riaperto una ferita antica: quella di un Paese che troppo spesso si scopre fragile proprio nei luoghi dove costruisce il futuro.
