6 Ottobre 2026, martedì
HomeSportLa Fiorentina chiude con Pioli: ufficiale l’esonero. Ora tocca a D’Aversa

La Fiorentina chiude con Pioli: ufficiale l’esonero. Ora tocca a D’Aversa

Dopo un avvio di stagione disastroso e un braccio di ferro sulla buonuscita da 5 milioni, il club viola saluta Stefano Pioli. In attesa dell’accordo con Roberto D’Aversa, la squadra passa momentaneamente a Daniele Galloppa.

È calato il sipario sulla seconda avventura di Stefano Pioli sulla panchina della Fiorentina. Dopo settimane di tensioni e risultati deludenti, il club viola ha ufficializzato l’esonero del tecnico emiliano, chiudendo un capitolo nato con grandi ambizioni e conclusosi tra polemiche, amarezza e un pesante bilancio sportivo.

La decisione, maturata nelle ultime ore, è stata accompagnata da una nota ufficiale secca ma istituzionale: «ACF Fiorentina comunica che Stefano Pioli è stato sollevato, in data odierna, dall’incarico di allenatore della Prima Squadra maschile. La Società desidera ringraziare il tecnico e il suo staff per la professionalità dimostrata nel corso del loro lavoro». Da questo pomeriggio, la guida tecnica è stata temporaneamente affidata a Daniele Galloppa, attuale allenatore della Primavera.

Ma dietro la formula di rito si nasconde una trattativa complessa, che ha visto fronteggiarsi le esigenze economiche del club e la fermezza del tecnico.

Il nodo dei 5 milioni

Il punto di rottura è stato economico prima ancora che tecnico. Pioli, tornato a Firenze la scorsa estate dopo l’esperienza in Arabia Saudita all’Al Nassr di Cristiano Ronaldo, aveva firmato un contratto fino al 2028 da circa 5 milioni di euro lordi a stagione. Davanti ai risultati deludenti in campionato, la dirigenza viola — guidata dal presidente Rocco Commisso, dal direttore generale Ferrari e dal direttore tecnico Goretti — aveva auspicato una separazione consensuale.

L’idea era chiara: ottenere le dimissioni del tecnico per risparmiare l’onere della buonuscita, circa cinque milioni complessivi, una cifra non irrilevante in un bilancio già appesantito e sotto la lente del fair play finanziario. Pioli, però, ha opposto un netto rifiuto. Nessuna dimissione, nessuna rinuncia al dovuto. La posizione dell’allenatore è rimasta inflessibile fino all’ultimo, costringendo la società a prendere una decisione drastica.

Alla fine, Commisso — descritto da ambienti vicini come irritato per la rigidità dell’ex tecnico — ha deciso di autorizzare l’esonero, pur sapendo di dover aprire un nuovo capitolo di spese extra. Una mossa dettata più dalla necessità di invertire la rotta che da calcoli economici.

Un bilancio tecnico disastroso

I numeri parlano da soli: dieci giornate di Serie A senza vittorie, quattro pareggi e sei sconfitte. Solo sette gol realizzati, sedici subiti, ultimo posto in classifica e una squadra incapace di trovare ritmo, identità e fiducia.

L’unica nota positiva della stagione viola sotto Pioli è arrivata dall’Europa. In Conference League la Fiorentina aveva raccolto quattro vittorie tra preliminari e fase a gironi, segnale di una squadra che in campo internazionale sapeva ancora esprimersi. Ma la buona figura europea non è bastata a salvare una panchina che ormai bruciava sotto il peso dei risultati e delle tensioni interne.

In attesa di D’Aversa

Con Pioli fuori dai giochi, la Fiorentina guarda avanti. La panchina, per ora, è affidata a Daniele Galloppa, tecnico della Primavera, chiamato a traghettare la squadra nei prossimi giorni. Ma il nome scelto per la ricostruzione è quello di Roberto D’Aversa.

L’ex allenatore di Lecce e Parma è in cima alla lista dei dirigenti viola e i contatti sono già avanzati. D’Aversa, noto per la sua capacità di motivare e di dare solidità alle squadre in difficoltà, rappresenta il profilo scelto per riportare equilibrio e concretezza a una formazione che sembra smarrita.

La trattativa con il nuovo allenatore dovrebbe chiudersi a breve: la Fiorentina punta ad avere D’Aversa in panchina già entro la prossima giornata di campionato, per voltare definitivamente pagina dopo l’ennesimo ribaltone in panchina.

L’addio di Pioli: un epilogo amaro

Per Pioli, questo secondo addio a Firenze — dopo la prima esperienza dal 2017 al 2019 — ha il sapore della delusione. Era tornato con l’entusiasmo di chi voleva chiudere un cerchio, riportando la Fiorentina ai livelli europei. Ma il calcio, si sa, non perdona le false partenze.

L’avventura si chiude nel modo più brusco: con un esonero, un contenzioso economico e una squadra da ricostruire. Firenze volta pagina, ancora una volta. E mentre la società prova a ricompattarsi, resta l’amara sensazione di un progetto naufragato troppo in fretta, tra ambizioni e realtà che non si sono mai incontrate davvero.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti