2 Ottobre 2026, venerdì
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Giulia Bongiorno guida la classifica dei redditi parlamentari: Tremonti secondo, Meloni dimezza per la prima casa

Pubblicati online i redditi di deputati e senatori: l’avvocato e presidente della commissione Giustizia al Senato supera i tre milioni di euro. Il premier scende sotto i 200mila dopo l’acquisto dell’abitazione principale. Renzi, Conte e Salvini non hanno ancora reso noti i dati.

È ancora Giulia Bongiorno la parlamentare più ricca d’Italia. L’avvocato penalista e presidente della commissione Giustizia del Senato conferma il suo primato con un reddito che supera i tre milioni di euro. A distanza, ma comunque sul podio, si colloca Giulio Tremonti, senatore di Fratelli d’Italia ed ex ministro dell’Economia, che dichiara poco più di due milioni.

Dietro i due primatisti, i numeri si fanno più modesti, ma non mancano curiosità e variazioni degne di nota. Il quadro emerge dalle dichiarazioni dei redditi appena pubblicate sui siti ufficiali di Camera e Senato, un esercizio di trasparenza che ogni anno rivela, oltre ai guadagni, anche le nuove proprietà e le scelte patrimoniali di ministri e parlamentari.

Il reddito del premier

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni registra un netto calo rispetto allo scorso anno: da quasi 460mila euro a 180.031 euro. Una flessione che trova spiegazione nell’acquisto “definitivo” della sua prima casa, come annotato nella sezione delle variazioni patrimoniali. Nella dichiarazione figurano detrazioni per ristrutturazioni, mutuo e contributi al partito per poco più di seimila euro.

I parlamentari che hanno comprato casa

Il 2025 è stato un anno di investimenti immobiliari per diversi esponenti del Parlamento. Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, ha acquistato un’abitazione a Bologna: il suo reddito dichiarato è di poco inferiore ai 100mila euro.
Anche Antonio De Poli, segretario dell’Udc e questore del Senato, segnala l’acquisto di una nuova casa a Padova, accompagnato da una dichiarazione di circa 146mila euro.

Tajani sotto i 200mila euro, Renzi e Salvini ancora assenti

Non tutti i leader hanno già pubblicato i propri dati. Mancano all’appello Matteo Renzi, Giuseppe Conte e Matteo Salvini, che non hanno ancora trasmesso le dichiarazioni per la pubblicazione.
Ha invece già depositato i propri redditi Antonio Tajani, vicepremier e segretario di Forza Italia, che dichiara circa 187mila euro. Più alto il reddito di Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, attestato intorno ai 250mila euro.

Elly Schlein sotto i 100mila euro

Sul fronte del centrosinistra, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein dichiara 98.471 euro. Poco meno di 99mila euro per Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana.
Tra i centristi, Carlo Calenda (Azione) registra circa 122mila euro, mentre Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, si ferma intorno ai 100mila.

I ministri tra dichiarazioni e incarichi

Tra i ministri che siedono anche in Parlamento spicca Carlo Nordio, titolare della Giustizia, con quasi 260mila euro dichiarati. Seguono Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, con circa 126mila euro, e Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, che si attesta attorno ai 100mila euro.
Il titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti dichiara poco meno di 99mila euro.

Tra i membri del governo non parlamentari, Alessandra Locatelli (Disabilità) si colloca attorno ai 100mila euro, Matteo Piantedosi (Interno) a 96mila e Orazio Schillaci (Salute) a 102mila.
Ha già reso pubblica la sua dichiarazione anche Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri e candidato alle Regionali in Campania, con un reddito di circa 160mila euro. Ancora assente, invece, quella di Alberto Stefani, deputato leghista e candidato governatore in Veneto.

Il quadro complessivo

L’istantanea dei redditi 2025 restituisce un panorama eterogeneo: dagli alti guadagni dei professionisti con lunga carriera alle spalle, come Bongiorno e Tremonti, alle dichiarazioni più contenute dei leader politici di partito, spesso bilanciate da incarichi istituzionali e spese per abitazioni.
Tra acquisti immobiliari, mutui e detrazioni, le dichiarazioni fiscali di quest’anno offrono una fotografia aggiornata e concreta del potere economico e patrimoniale della classe dirigente italiana.

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