5 Ottobre 2026, lunedì
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Inter, vittoria di fortuna al Bentegodi: l’autogol di Frese al 94’ piega il Verona

Dopo il vantaggio iniziale di Zielinski e il pari di Giovane, la squadra di Chivu conquista tre punti preziosi grazie a un episodio nel recupero. Nerazzurri a un solo punto dal Napoli, Hellas beffato nel finale.

Una zampata del destino decide al 94’ una partita che sembrava ormai scritta. L’Inter esce dal Bentegodi con tre punti tanto pesanti quanto fortunosi, piegando un Verona coriaceo con un autogol rocambolesco di Frese, che in pieno recupero devia nella propria porta un cross innocuo di Barella. Finisce 2-1 per i nerazzurri, che infilano la seconda vittoria consecutiva e si riportano a un solo punto dal Napoli capolista, in attesa delle risposte di Milan e Roma.

La squadra di Cristian Chivu, ancora alla ricerca di una piena identità dopo un avvio di stagione tra alti e bassi, aveva iniziato la gara con piglio deciso. Il Bentegodi, come spesso accade, si è acceso sin dai primi minuti, ma a spegnerne l’entusiasmo ci ha pensato Piotr Zielinski, autore di un gol di rara bellezza. Al 15’, su uno schema da calcio d’angolo, Calhanoglu serve un pallone d’oro dal limite e il polacco, al volo, trova l’angolo con un destro perfetto che non lascia scampo a Montipò.

Avanti nel punteggio, l’Inter però rallenta. Il pressing si allenta, il ritmo cala e il Verona, guidato da un attento Zanetti, comincia a guadagnare campo. Al 40’ arriva il meritato pareggio: Giovane controlla al limite e libera un destro potente che si infila alle spalle di Sommer, mandando in visibilio il Bentegodi. L’Hellas, galvanizzato, sfiora addirittura il vantaggio pochi minuti dopo con Orban, che coglie il palo alla destra del portiere svizzero.

All’intervallo Chivu cambia registro. Dentro Dumfries, Esposito, Barella e Dimarco per dare spinta e freschezza, con l’obiettivo di rimettere pressione su un Verona sempre più chiuso ma disciplinato. I gialloblù, compatti e aggressivi, reggono l’urto con ordine, concedendo poco e provando, quando possibile, a ripartire in contropiede.

La ripresa è un monologo interista sul piano territoriale, ma sterile nella concretezza. Il Verona resiste, Montipò risponde con sicurezza e il cronometro scorre senza sussulti. Fino all’ultimo respiro.

Minuto 94: Barella crossa da destra in area, apparentemente senza grandi pretese. Il pallone sfiora Frese, che nel tentativo di anticipare Arnautovic devia goffamente verso la propria porta. Montipò, colto di sorpresa, non riesce a intervenire. L’Inter esplode di gioia, il Bentegodi ammutolisce. È un’autorete che pesa come un macigno, una beffa che toglie al Verona un punto meritato e regala ai nerazzurri la possibilità di restare aggrappati alla vetta.

A fine partita, Chivu può tirare un sospiro di sollievo. Nonostante la prestazione altalenante, la sua squadra ha dimostrato carattere e fortuna, due ingredienti indispensabili per chi punta in alto. Il tecnico, consapevole delle difficoltà, ha trovato nella profondità della panchina le risorse per cambiare il corso del match, anche se il risultato finale racconta più di un colpo di fortuna che di superiorità tecnica.

Per l’Hellas, invece, resta l’amarezza. La squadra di Zanetti aveva interpretato la gara con coraggio, equilibrio e intensità, mettendo in seria difficoltà una big del campionato. Ma la classifica non perdona: il Verona resta impantanato nella zona retrocessione, tradito da un episodio casuale che cancella una prestazione di spessore.

Al triplice fischio, l’immagine che resta è quella di Montipò, immobile e incredulo, mentre l’Inter esulta sotto il settore ospiti. Una fotografia perfetta della crudeltà del calcio: un attimo di sfortuna che cambia tutto. L’Inter riparte, il Verona si lecca le ferite. E la Serie A, ancora una volta, regala un finale beffardo e imprevedibile.

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