25 Settembre 2026, venerdì
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Milinkovic-Savic para il Napoli: Conte si salva, il Como frena i campioni d’Italia

Al Maradona finisce senza reti: Morata sbaglia un rigore, Butez protagonista nel finale. Gli azzurri restano in vetta, ma la Roma può sorpassarli.

Il Maradona si accende, ma non si infiamma. Il Napoli si ferma, il Como resiste. Finisce 0-0 una partita che lascia Antonio Conte con un misto di sollievo e amarezza: sollievo per una vetta della classifica ancora, almeno per ora, intatta; amarezza per un pomeriggio in cui i campioni d’Italia non sono riusciti a piegare l’organizzazione di una squadra che, giornata dopo giornata, dimostra di essere molto più di una matricola.

Il protagonista assoluto, ancora una volta, è Vanja Milinkovic-Savic. Il portiere serbo, già decisivo contro il Lecce, respinge anche questa volta un rigore: il suo secondo consecutivo. A sbagliare è Alvaro Morata, l’uomo che avrebbe potuto cambiare la storia della gara, ma che invece consegna al Napoli un punto salvifico.

Il rigore che cambia la partita

È il 26’ del primo tempo quando la partita si spacca. Morata scatta sul filo del fuorigioco, taglia la difesa e viene atterrato in area dallo stesso Milinkovic-Savic. L’arbitro Zufferli indica il dischetto senza esitazioni. Il duello è diretto, carico di tensione. Morata sceglie la potenza, ma il portiere del Napoli intuisce e blocca. Il Maradona esplode, come per un gol segnato.

Da quel momento in poi, l’inerzia sembra passare nelle mani degli azzurri, che però faticano a trovare varchi. Il Como di Cesc Fabregas, ben disposto in campo, chiude linee di passaggio e accorcia con precisione quasi geometrica.

Il Napoli cresce ma non sfonda

Nella ripresa Conte prova a scuotere i suoi. Dentro Gutiérrez, poi Lang, Elmas, Lobotka e Lucca: cinque cambi per dare ritmo e fantasia, ma il muro lombardo regge. Il Napoli ci prova con il fisico di McTominay e la rapidità di Politano, ma tra loro e il gol si erge Guillaume Butez, portiere rivelazione di questo inizio di stagione.

L’estremo difensore del Como è perfetto: vola sul colpo di testa dello scozzese, respinge con i pugni un sinistro a giro di Politano e trasmette sicurezza a tutto il reparto. La sua prestazione vale quanto un gol segnato.

Il Como, da sorpresa a certezza

Fabregas può sorridere. Il suo Como ha fermato un’altra big dopo aver già imbrigliato Milan e Juventus. Una squadra compatta, brillante nelle ripartenze e capace di gestire i momenti della partita con maturità da veterana. Nico Paz e Addai creano, Morata lotta, la difesa non trema. La salvezza, obiettivo dichiarato a inizio stagione, ora sembra un traguardo troppo modesto per un gruppo che gioca con questa consapevolezza.

Conte e l’equilibrio da ritrovare

Per Conte, invece, è il terzo pareggio in dieci giornate. Il suo Napoli produce, ma fatica a concretizzare. Le rotazioni tra Hojlund e Lucca non hanno ancora trovato la formula giusta, e la manovra offensiva vive troppo delle iniziative individuali. Senza il rigore parato da Milinkovic-Savic, la serata avrebbe potuto trasformarsi in un incubo.

Il punto conquistato porta il Napoli a quota 22, in attesa della risposta della Roma, che ora sogna il sorpasso. I campioni d’Italia restano primi, ma il margine si assottiglia.

La cronaca in cifre

Napoli-Como 0-0

Napoli (4-3-3): Milinkovic-Savic 7; Di Lorenzo 6, Rrahmani 6,5, Buongiorno 6, Spinazzola 6 (1’ st Gutiérrez 5,5); Anguissa 5,5, Gilmour 6 (37’ st Elmas 6), McTominay 6; Politano 5,5 (42’ st Lobotka sv), Hojlund 5,5 (42’ st Lucca sv), Neres 5,5 (28’ st Lang 6). All. Conte.

Como (4-2-3-1): Butez 6; Smolcic 6,5 (26’ st Posch 6), Ramon 6, Kempf sv (8’ Diego Carlos 6), Valle 6,5; Caqueret 6 (26’ st Da Cunha 6), Perrone 6; Addai 6,5 (37’ st Rodriguez sv), Nico Paz 6, Diao 6; Morata 5 (37’ st Douvikas sv). All. Fabregas.

Arbitro: Zufferli di Udine.
Ammoniti: Perrone (C), Anguissa (N), Smolcic (C), Politano (N), Elmas (N).
Nota: al 26’ Morata (C) sbaglia un calcio di rigore.

Alla fine resta l’immagine di Milinkovic-Savic che esulta dopo la parata su Morata: un grido liberatorio, quasi rabbioso, che sintetizza la serata del Napoli. Una squadra che non brilla ma resiste, aggrappata al suo portiere e a una classifica che, nonostante tutto, continua a sorriderle.

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