24 Settembre 2026, giovedì
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Parma, cori fascisti e inni al Duce nella sede di Fratelli d’Italia: scoppia la polemica

Il video della serata del 28 ottobre mostra giovani della Gioventù Nazionale intonare inni e canti di matrice fascista nella sede parmigiana del partito. Commissariata la sezione locale, intervengono sindaco e opposizioni.

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A Parma, nella sera del 28 ottobre, anniversario della Marcia su Roma, la sede locale di Fratelli d’Italia è diventata teatro di un episodio che ha subito scatenato polemiche e indignazione. Un gruppo di giovani, legati al movimento giovanile del partito, Gioventù Nazionale, è stato ripreso in un video mentre intonava cori fascisti e inni al Duce. Il filmato, girato nei locali di Borgo del Parmigianino, in pieno centro città, è rapidamente diventato virale sui social network, sollevando forti reazioni politiche e istituzionali.

Nel video, tra gli altri, si ascolta il canto del motivo “Me ne frego”, con parole che inneggiano apertamente alle camicie nere e al trionfo squadrista, seguite dall’inno “Duce, Duce, Duce”. La scena ha provocato immediata condanna da parte dei vertici regionali di Gioventù Nazionale, che hanno disposto il commissariamento della sezione parmigiana. In una nota ufficiale, il coordinamento Emilia-Romagna ha sottolineato che la decisione è stata presa “per motivi di incompatibilità politica”, aggiungendo che sarà nominato a breve un commissario per la federazione provinciale.

L’episodio ha suscitato anche l’intervento del sindaco di Parma, Michele Guerra, che ha condannato senza mezzi termini quanto avvenuto: “I valori che rappresenta questa città sono del tutto alternativi e contrapposti a quelli propagandati senza alcun pudore nella sede di Fratelli d’Italia, dove si inneggia al Duce e si cantano cori per camicie nere e squadristi. Parma non accetterà mai squallida propaganda di un tempo passato e orrendo. Non lo ha fatto negli ultimi ottant’anni e non lo farà ora”.

Non meno decisa è stata la reazione delle opposizioni. I capigruppo del Pd alla Camera e al Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia, hanno chiesto un intervento diretto della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Questa volta la matrice è chiara: giovani inneggiano al Duce in una sede di Fratelli d’Italia. Chiediamo a Meloni di condannare senza esitazione un episodio grave che offende la città e la storia del Paese. La premier dovrebbe ricordare ai propri giovani, di cui va tanto fiera, che governa democraticamente eletta grazie a chi combatté il fascismo anche a costo della vita, e che la Costituzione su cui ha giurato nasce dalla Resistenza e dalla lotta di liberazione dal nazifascismo”.

L’episodio a Parma rilancia il dibattito sulla memoria storica e sul confine tra libertà di espressione e apologia di ideologie totalitarie. L’indignazione diffusa tra le istituzioni locali e nazionali evidenzia quanto la città, da sempre simbolo di resistenza e civiltà democratica, non intenda tollerare nostalgie fasciste. La vicenda segna un momento di verifica interna anche per Fratelli d’Italia e per la Gioventù Nazionale, chiamati a chiarire la propria posizione e a definire con fermezza i limiti del proprio agire politico.

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