A Parma, nella sede di Fratelli d’Italia, nel giorno della ricorrenza della Marcia su Roma, si sarebbero levati cori e inni al Duce. Un episodio che riporta alla luce un nodo irrisolto della destra italiana, quello del rapporto con la propria storia e i suoi simboli.
A denunciare l’accaduto è Sandro Ruotolo, europarlamentare e membro della segreteria del Partito Democratico, che affida a una dichiarazione durissima la sua indignazione: «A Parma, nella sede di Fratelli d’Italia, nella ricorrenza della Marcia su Roma, si inneggia al Duce, si cantano cori fascisti. Allora ricordiamolo: quella fiamma nel simbolo di Fratelli d’Italia non è solo un richiamo grafico, è un’eredità». Ruotolo affonda il colpo, puntando il dito contro quella che definisce una “ripulitura di facciata” della destra di governo, accusata di voler apparire pienamente democratica ma di non saper recidere i legami con il passato. «Dietro il tentativo di ‘ripulitura’ di una destra che vuole stare nei salotti della democrazia – aggiunge – riaffiora sempre la verità: le radici non mentono». Il riferimento è diretto alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, chiamata in causa apertamente. «E quindi, Presidente Meloni, che fa stavolta? Tace o condanna? Prende provvedimenti verso i suoi militanti, oppure fa finta di nulla come sempre?», incalza l’europarlamentare dem, evocando il silenzio con cui, a suo giudizio, Palazzo Chigi ha più volte accolto episodi analoghi. La polemica investe dunque il simbolo stesso di Fratelli d’Italia – quella fiamma tricolore che, per i suoi critici, continua a rappresentare un filo di continuità con il Movimento Sociale Italiano, erede diretto del fascismo – e riapre il dibattito mai sopito sulla memoria storica, sull’identità politica e sulla responsabilità delle forze di governo nel prendere le distanze da ogni rigurgito neofascista. In attesa di una presa di posizione ufficiale da parte di Fratelli d’Italia, le parole di Ruotolo risuonano come un monito: la storia, quando non viene affrontata fino in fondo, torna sempre a chiedere conto.
