5 Ottobre 2026, lunedì
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Napoli-Inter 3-1: gli azzurri rialzano la testa e si riprendono la vetta. Polemiche e spettacolo al Maradona

Un rigore contestatissimo di De Bruyne apre la strada al Napoli, che poi dilaga con McTominay e Anguissa. Calhanoglu accorcia su penalty, ma la direzione di Mariani scatena furiose proteste. Conte ritrova la vittoria e la leadership della Serie A, mentre l’Inter di Chivu interrompe la sua serie d’oro.

Un big match da scintille e polemiche

Il Napoli torna grande nel momento più difficile. Dopo due sconfitte consecutive, la squadra di Antonio Conte ritrova orgoglio, concretezza e soprattutto la vetta della Serie A, superando 3-1 un’Inter che per lunghi tratti domina ma non capitalizza. È una serata piena di episodi, tensioni e nervi tesi, in cui la qualità cede il passo all’intensità e all’adrenalina. E a prendersi il centro della scena, suo malgrado, è l’arbitro Mariani, protagonista di una direzione di gara che farà discutere a lungo.

Il rigore lampo che cambia tutto

Il primo tempo vive di equilibri sottili. L’Inter parte meglio, controlla il ritmo e costruisce occasioni limpide: Bastoni e Dumfries centrano i legni, Calhanoglu e Lautaro sfiorano il vantaggio, mentre Milinkovic-Savic si conferma baluardo insormontabile. Il Napoli, prudente e contratto, fatica a uscire dal guscio. Poi, al 29’, l’episodio che spacca la partita e accende le proteste nerazzurre: Mkhitaryan tocca Di Lorenzo, un contatto lieve, quasi impercettibile. Mariani impiega appena otto secondi per indicare il dischetto, tra lo stupore generale. Il Var conferma, l’Inter insorge, ma il rigore resta.

Dal dischetto De Bruyne non sbaglia, ma subito dopo si ferma per un problema muscolare. Un destino beffardo per il belga, autore del vantaggio ma costretto a lasciare il campo. L’Inter, ferita e sfortunata, si riversa in avanti e sfiora più volte il pareggio: prima Bastoni centra la traversa, poi Dumfries colpisce il palo. Il Napoli, cinico al massimo, chiude il primo tempo avanti con un solo tiro nello specchio.

Ripresa elettrica, tra gol e scintille

L’avvio di secondo tempo conferma che la fortuna ha scelto casa azzurra. Al 54’, su un lancio lungo di Spinazzola, McTominay s’infila tra le maglie larghe della difesa interista e batte Sommer con un diagonale chirurgico. È il raddoppio che gela Chivu e i suoi, ma non spegne la loro voglia di reagire.

Cinque minuti più tardi, un colpo di testa di Lautaro viene deviato con il braccio da Buongiorno: Mariani inizialmente non vede, poi il Var lo richiama e assegna un rigore sacrosanto. Calhanoglu, glaciale, spiazza Milinkovic-Savic e riapre il match. La gara s’infiamma: il Maradona diventa una bolgia, in campo volano parole e nervosismi, con Conte e Lautaro protagonisti di un acceso battibecco a bordo campo.

Ma ogni speranza nerazzurra si spegne al 67’, quando Anguissa, abile a inserirsi tra le linee, approfitta di un buco difensivo e infila il tris che chiude la contesa. Da quel momento, l’Inter si disunisce, i cambi non incidono e il Napoli gestisce con autorità fino al fischio finale.

Mariani sotto accusa, Napoli di nuovo in alto

L’analisi del dopo-gara ruota inevitabilmente intorno alla direzione di Mariani. Decisioni affrettate, tempi di valutazione discutibili e gestione nervosa della partita accendono le critiche di Chivu e dell’ambiente interista. Al di là delle polemiche, però, il Napoli ritrova vittoria e sorriso, e soprattutto una classifica che lo riporta in cima al campionato.

Conte, pur in emergenza, conferma di saper trasmettere mentalità e organizzazione, trovando risposte importanti dai nuovi come McTominay e dai soliti pilastri come Anguissa e Di Lorenzo. L’Inter, invece, torna a casa con la consapevolezza di aver giocato ma non vinto, pagando caro gli episodi e la mancanza di cinismo.

La fotografia del match

Una partita dai due volti: nel primo tempo l’Inter domina e colpisce i legni, ma è il Napoli a segnare; nella ripresa gli azzurri concretizzano al massimo, mentre i nerazzurri si smarriscono tra nervosismo e proteste. Al triplice fischio resta un verdetto chiaro: il Napoli è tornato.

E, tra errori arbitrali e scintille in panchina, la Serie A ritrova un duello che promette di infiammare la stagione.

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