La manifestazione, annunciata con lo slogan “Blocchiamo Tajani”, ha preso forma nel cuore della città con cori, striscioni e interventi al megafono. “Tajani parla di casa mentre a Gaza le case non ci sono più”, si leggeva nel messaggio diffuso sui social per convocare la protesta. Un chiaro riferimento al dramma umanitario nella Striscia e alla contemporanea iniziativa politica del partito azzurro.
Gli studenti del collettivo universitario *Cambiare Rotta* hanno esposto un grande striscione con la scritta: “Gaza è rasa al suolo, gli affitti sono alle stelle. Ma quale diritto alla casa? Cacciamo i ministri del genocidio”. Accanto a loro, gli attivisti di *Torino per Gaza* hanno rilanciato: “Blocchiamo i ministri della guerra, non saremo complici del genocidio”.
Tra le bandiere sventolate in piazza, anche quelle del sindacato di base Cub, che da settimane partecipa alle mobilitazioni contro il governo per chiedere un cambio di rotta sulla politica estera e sui rapporti con Israele.
L’iniziativa, sorvegliata da un imponente dispositivo delle forze dell’ordine, si è svolta senza incidenti, ma con momenti di tensione verbale e slogan diretti contro il ministro Tajani e il governo. La protesta ha voluto denunciare, secondo gli organizzatori, l’“ipocrisia” di discutere di diritto alla casa mentre, a Gaza, “interi quartieri vengono cancellati dai bombardamenti”.
Mentre in piazza Carignano Forza Italia discuteva di edilizia, mercato immobiliare e sostegno alle famiglie, a poche centinaia di metri un altro fronte politico rivendicava il diritto a non restare in silenzio di fronte alla guerra. Due piazze diverse, due linguaggi opposti, una stessa città che, ancora una volta, fa da specchio alle fratture e alle passioni della politica italiana.
