Un incontro privato ma denso di significato, quello che si è svolto a Milano nella casa della senatrice a vita Liliana Segre, testimone instancabile della Shoah e voce di riferimento nella battaglia per la memoria e contro l’odio. A farle visita sono state Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, e Pina Picierno, vicepresidente dell’assemblea di Strasburgo.
L’incontro, spiegano fonti comunitarie, è stato voluto per riaffermare la vicinanza delle istituzioni europee a una delle figure morali più autorevoli del nostro tempo e per ribadire l’impegno dell’Unione europea nella lotta all’antisemitismo, un fenomeno che, nonostante i decenni trascorsi dalla tragedia della Shoah, continua purtroppo a riaffacciarsi in forme nuove e preoccupanti.
Roberta Metsola, che negli ultimi anni ha più volte richiamato la responsabilità politica e civile delle istituzioni europee nel contrasto a ogni forma di discriminazione, ha voluto rendere omaggio alla senatrice Segre, simbolo vivente della memoria e della resistenza morale. La presidente del Parlamento europeo ha sottolineato, secondo quanto trapela da fonti dell’Ue, la necessità di mantenere alta l’attenzione e di difendere i valori fondanti dell’Europa: la dignità umana, la libertà e la solidarietà.
La visita, accompagnata da un colloquio cordiale e riservato, ha assunto un significato che travalica la dimensione istituzionale. È stata anche un momento di riflessione condivisa su quanto il ricordo dell’Olocausto e delle persecuzioni razziali debba restare un pilastro della coscienza europea. Per la vicepresidente Picierno, da sempre impegnata sui temi dei diritti e della giustizia sociale, il dialogo con la senatrice Segre rappresenta un richiamo all’impegno quotidiano per un’Europa che non dimentica e che sa reagire ai segnali d’intolleranza.
In tempi segnati da un ritorno di linguaggi e atteggiamenti d’odio, la presenza di Metsola e Picierno accanto a Liliana Segre è un gesto di alto valore simbolico. È la conferma che la memoria non è un esercizio del passato, ma un dovere del presente: un impegno politico e civile che l’Unione europea intende mantenere vivo, anche grazie alla testimonianza di chi, come Segre, ha trasformato il dolore in una missione di educazione e di pace.
Un incontro, dunque, che parla al cuore dell’Europa. Dalla casa milanese della senatrice, dove la storia personale si intreccia con la coscienza collettiva, arriva un messaggio chiaro: l’antisemitismo non appartiene al passato, e combatterlo significa difendere l’idea stessa di Europa.
