È un attacco frontale quello che arriva dal gruppo regionale del Movimento 5 Stelle Piemonte contro la Giunta guidata da Alberto Cirio. Al centro della polemica, due dossier che toccano nervi scoperti dell’amministrazione regionale: il mancato sostegno ai cassintegrati e la recente modifica al regolamento del Consiglio regionale, approvata a maggioranza dal centrodestra.
La capogruppo Sarah Disabato non usa mezzi termini: «Il presidente Cirio e l’assessora Chiorino hanno tradito i cassintegrati piemontesi. I destinatari della misura non hanno ricevuto nemmeno un centesimo dei 20 milioni stanziati». Il riferimento è alla misura di sostegno al reddito per i lavoratori in cassa integrazione, promessa e annunciata mesi fa ma mai concretamente avviata. Secondo Disabato, si tratta dell’ennesima promessa mancata da parte dell’assessora al Lavoro Elena Chiorino e del governatore Cirio. «Il sostegno è totalmente fermo — denuncia — e per ogni ora di formazione è stato previsto un compenso di appena 3,5 euro: una cifra irrisoria, un’elemosina che offende la dignità di chi si trova in difficoltà». La misura era nata su proposta del Movimento 5 Stelle e successivamente fatta propria da Cirio, che l’aveva inserita nel suo programma elettorale. «Peccato — afferma ancora Disabato — che sia rimasta lettera morta e che, alla prova dei fatti, sia stata completamente snaturata rispetto alle intenzioni originarie». Durante la seduta odierna, l’assessora Chiorino ha ammesso i ritardi, confermando che il provvedimento è ancora “al palo” e che i lavoratori non hanno ricevuto nulla. Un riconoscimento che, per i pentastellati, equivale a una resa. «Nonostante il tono ottimistico dell’assessora, la realtà è un’altra: Torino è la provincia più cassaintegrata d’Italia, e il governo regionale non ha mosso un dito per affrontare la crisi del lavoro», sottolinea Disabato, che accusa Chiorino di «scaricare la responsabilità sui sindacati» e invita Cirio a «dissociarsi da un attacco fuori luogo». Il gruppo M5S chiede alla Giunta di «rimediare immediatamente», evitando di «continuare a prendere in giro chi attende un aiuto promesso da mesi». Per i consiglieri pentastellati, le politiche attive devono essere «accompagnate da un vero sostegno economico, in grado di offrire un aiuto concreto alle famiglie».
Ma non è l’unico fronte di scontro aperto con la maggioranza.
I consiglieri regionali Alberto Unia e Pasquale Coluccio, insieme a Disabato, hanno infatti contestato duramente anche la modifica al Regolamento del Consiglio regionale approvata oggi a Palazzo Lascaris. Il nuovo testo consente ai sottosegretari di sostituire gli assessori durante i lavori d’aula, anche per rispondere alle interrogazioni. Una novità che, secondo il M5S, «sancisce il via libera all’assenteismo più totale da parte della Giunta Cirio».
«Già oggi — spiegano — gli assessori disertano spesso le sedute, ma d’ora in poi non li vedremo proprio più. È un tentativo neanche troppo velato di eludere il confronto politico con le opposizioni e di silenziare il dibattito sui temi».
Una critica che va oltre la singola modifica regolamentare e tocca il cuore della vita democratica in aula. «Il Consiglio regionale viene svuotato delle sue prerogative — afferma Unia — e il centrodestra continua a chiudersi in se stesso, trasformando Palazzo Lascaris in uno stipendificio per sottosegretari, consiglieri supplenti e staff, con costi milionari a carico dei contribuenti».
Sul tavolo, intanto, restano le questioni irrisolte che il Movimento 5 Stelle elenca da mesi: la sanità in affanno, le aziende in crisi, le RSA, la salute mentale, il diritto allo studio e l’emergenza abitativa.
«Mentre la Giunta si preoccupa di poltrone e privilegi — concludono i consiglieri M5S —, i piemontesi attendono risposte vere. È tempo che il centrodestra la smetta di occuparsi di sé stesso e inizi finalmente a occuparsi dei cittadini».
