Un viaggio di ritorno si è trasformato in un incubo per i tifosi del Pistoia Basket. Dopo la trasferta a Rieti, dove la squadra toscana aveva disputato un incontro del campionato di Serie A2, il pullman dei sostenitori biancorossi è stato colpito da una sassaiola lungo il tratto umbro dell’autostrada, nei pressi di Terni. Alcune persone, sbucate da un campo ai margini della strada, hanno lanciato massi contro il mezzo in movimento. Uno di questi ha infranto il parabrezza, colpendo mortalmente il secondo autista, seduto sul lato del passeggero.
L’impatto è stato devastante. I soccorsi sono arrivati in pochi minuti, ma per l’uomo, le cui condizioni erano apparse da subito disperate, non c’è stato nulla da fare. È deceduto poco dopo il ricovero in ospedale. L’autista principale, con sangue freddo, è riuscito a mantenere il controllo del veicolo ed evitare una tragedia ancora più grande. I tifosi, attoniti e sotto choc, sono stati poi trasferiti in sicurezza.
Le indagini sono in pieno corso. Gli inquirenti stanno acquisendo le immagini delle telecamere di sorveglianza e raccogliendo testimonianze per individuare gli autori di quello che, al momento, appare come un gesto tanto violento quanto privo di qualunque logica. Sul luogo della tragedia sono intervenuti Polizia Stradale e Carabinieri, mentre la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio.
La notizia ha scosso profondamente l’intero ambiente del basket italiano. La Sebastiani Basket Rieti, società di casa, ha espresso sdegno e cordoglio con una nota ufficiale:
«Quanto accaduto stasera al termine della gara contro la Estra Pistoia ci lascia sgomenti – scrive il club –. Il pullman dei tifosi ospiti è stato vittima di un atto inqualificabile che ha causato la morte di un autista. La Sebastiani si dissocia completamente da quanto accaduto ed esprime la propria vicinanza alla famiglia della vittima. Si tratta di un fatto gravissimo sul quale gli inquirenti faranno luce. Siamo di fronte a gesti che nulla hanno a che vedere con lo sport e sono lontani dai valori che cerchiamo ogni giorno di diffondere».
Anche la Federazione Italiana Pallacanestro ha condannato con forza l’accaduto:
«La FIP esprime le più sentite condoglianze alla famiglia della vittima di questo insensato atto compiuto ai danni del bus dei tifosi di Pistoia. La Federazione seguirà con la massima attenzione gli sviluppi giudiziari per adottare eventuali provvedimenti», si legge nel comunicato.
Quella che doveva essere una domenica di sport e passione si è trasformata in una tragedia assurda, che riporta d’attualità il tema della violenza collegata agli eventi sportivi. Episodi come questo, al di là delle tifoserie, travalicano ogni rivalità e interrogano la coscienza collettiva: com’è possibile che ancora oggi, nel 2025, il tifo si confonda con l’odio, e la passione per una maglia diventi un pretesto per la distruzione?
La morte di un uomo innocente, colpito mentre svolgeva il proprio lavoro, ci ricorda che la linea di confine tra sport e barbarie non è mai stata così sottile. E che il vero compito delle istituzioni, dei club e dei tifosi stessi non è solo commemorare le vittime, ma impedire che la follia di pochi continui a sporcare ciò che di più puro lo sport dovrebbe rappresentare: il rispetto, la lealtà, la vita.
