28 Gennaio 2026, mercoledì
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Fisco, via alla nuova rottamazione: rate fino al 2035 per sanare i debiti con l’erario

Debiti fiscali e contributivi affidati alla riscossione tra il 2020 e il 2023 potranno essere sanati grazie a una nuova definizione agevolata: due le opzioni per mettersi in regola, anche in 54 comode rate fino a maggio 2035. Escluse però le cartelle derivanti da accertamenti.

Un nuovo capitolo per la pace fiscale. È pronta a partire la nuova rottamazione delle cartelle esattoriali, una misura che offre a cittadini e imprese la possibilità di regolarizzare i propri debiti con il Fisco in maniera agevolata. La sanatoria, prevista per i carichi affidati agli agenti della riscossione tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2023, consente di saldare quanto dovuto a condizioni più favorevoli rispetto alla riscossione ordinaria, seppur con alcune esclusioni rilevanti.

A chi si rivolge la nuova rottamazione

La nuova definizione agevolata interessa tutti i soggetti – persone fisiche, imprese e professionisti – che hanno accumulato debiti fiscali o contributivi nei quattro anni compresi tra il 2020 e il 2023. Nello specifico, potranno essere oggetto di rottamazione i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione relativi a imposte non versate (quali Irpef, Iva, Ires) e contributi previdenziali non pagati.

Resta però una distinzione importante: sono escluse dalla misura le cartelle di pagamento emesse a seguito di accertamento, vale a dire quelle originate da un’attività ispettiva dell’amministrazione finanziaria, che comportano quindi un passaggio istruttorio diverso rispetto al semplice mancato versamento.

Le modalità di pagamento: due strade per regolarizzarsi

Il contribuente potrà scegliere tra due modalità di pagamento.

1. Pagamento in un’unica soluzione:
Chi intende saldare il debito in un’unica tranche dovrà farlo entro il 31 luglio 2026. Questa opzione consente di evitare interessi aggiuntivi e chiudere definitivamente la propria posizione debitoria in tempi rapidi, approfittando dei vantaggi della definizione agevolata.

2. Pagamento rateale fino a 2035:
Per chi ha difficoltà a sostenere l’intero importo in una sola soluzione, è prevista una seconda possibilità: il pagamento rateale, articolato in 54 rate bimestrali di pari importo. Il piano di ammortamento si estenderà così per quasi nove anni, con prima rata in scadenza a luglio 2026 e ultima rata fissata per il 31 maggio 2035.

In questo caso, però, il debito sarà maggiorato da interessi pari al 4% annuo, calcolati sull’importo residuo.

Un’opportunità da valutare con attenzione

Questa nuova versione della cosiddetta “rottamazione” si inserisce nel solco delle precedenti misure di definizione agevolata, già adottate in passato con l’intento di offrire ai contribuenti la possibilità di regolarizzare la propria posizione senza incorrere in sanzioni pesanti o aggravio di costi per ritardi nel pagamento.

Come per le edizioni precedenti, anche questa iniziativa ha un duplice obiettivo: da un lato, alleggerire il carico fiscale e contributivo che grava su famiglie e imprese in difficoltà; dall’altro, consentire allo Stato di recuperare una parte significativa del gettito atteso, riducendo nel contempo l’enorme mole di crediti non riscossi che si è accumulata negli anni.

La scelta tra il pagamento in unica soluzione e la dilazione decennale richiederà una valutazione attenta della propria capacità finanziaria, anche alla luce dell’impatto degli interessi nel lungo periodo.

Tempistiche e adempimenti: cosa c’è da sapere

Al momento, i dettagli operativi – comprese le modalità per presentare la domanda di adesione, i documenti da allegare e le scadenze intermedie – saranno definiti con un provvedimento attuativo da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, che sarà pubblicato nei prossimi mesi.

I contribuenti interessati dovranno monitorare i canali ufficiali e prepararsi per tempo, poiché il rispetto dei termini sarà fondamentale per non decadere dai benefici della misura. Come accaduto in passato, infatti, anche una sola rata non pagata potrebbe determinare la perdita della definizione agevolata, con la riattivazione del debito originario e delle relative sanzioni.

La nuova rottamazione si presenta come un’opportunità concreta per chi desidera chiudere i conti aperti con il Fisco senza incorrere in ulteriori aggravi. Le condizioni proposte – pur con le limitazioni del caso – offrono una finestra temporale ampia per pianificare il pagamento, con un impegno diluito nel tempo.

Tuttavia, sarà essenziale muoversi con consapevolezza: la definizione agevolata non è automatica, ma richiederà una precisa adesione e il rigoroso rispetto degli obblighi previsti. Per molti contribuenti, sarà anche l’occasione per ripartire con maggiore serenità, lasciandosi alle spalle anni di debiti e contenziosi.

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