2 Ottobre 2026, venerdì
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Fondi pubblici: un tesoro a disposizione delle imprese, ma ancora troppo lontano da chi produce

Solo il 5% delle imprese italiane riesce oggi ad accedere ai fondi pubblici. Un dato che, più che una percentuale, rappresenta la fotografia di una disfunzione storica del nostro sistema economico e amministrativo: l’incapacità di trasformare le opportunità in risultati concreti.

A cura di Salvatore Guerriero, Presidente Nazionale e Internazionale della Confederazione delle Imprese nel Mondo – PMI International 

Le risorse ci sono e sono ingenti. A livello europeo, nazionale e regionale, parliamo di fondi che possono sostenere la crescita, l’innovazione, la formazione, la transizione digitale ed ecologica. Eppure, la grande maggioranza delle imprese, in particolare le piccole e medie imprese, resta esclusa da questo flusso vitale.

Le ragioni sono croniche e vanno ricercate in una burocrazia complessa, in informazioni frammentate, nella comunicazione poco chiara e in iter procedurali spesso scoraggianti. A ciò si aggiunge, in molti casi, la difficoltà stessa di organizzare progetti tecnici e di rispondere ai requisiti formali richiesti per accedere ai bandi.

Una distanza che penalizza chi produce

Se è vero che le risorse pubbliche rappresentano uno dei principali strumenti per lo sviluppo economico, è altrettanto vero che serve un impegno corale per renderle realmente accessibili.

La pubblica amministrazione dovrebbe migliorare la propria “prestazione di prossimità” nei confronti del tessuto produttivo, semplificando l’accesso, uniformando i linguaggi e fornendo assistenza operativa a chi vuole investire. È paradossale che, in un Paese che dispone di tanta “acqua”, le imprese non riescano a “dissetarsi” perché mancano i canali per attingere: strumenti adeguati, percorsi chiari, supporto tecnico e tempi compatibili con le esigenze produttive.

Il Mezzogiorno e le isole restano un potenziale ancora inespresso

La situazione si aggrava ulteriormente nelle aree svantaggiate, nel Mezzogiorno e nelle isole, dove si concentra una parte significativa delle risorse europee e nazionali, ma dove troppo spesso queste risorse non vengono utilizzate o vengono restituite. È un vizio antico del nostro Paese, infatti da decenni sprechiamo opportunità di sviluppo, lasciando inutilizzate quote importanti di fondi destinati alla coesione, alla rigenerazione produttiva e all’imprenditoria giovanile. Eppure, proprio in queste aree risiede un’enorme potenzialità di crescita economica, di innovazione e di occupazione.

Il Sud e le isole hanno bisogno non solo di risorse, ma di competenza, accompagnamento e consapevolezza. Bisogna saper leggere i bandi, preparare i progetti, rispettare i tempi e le regole. Serve una rete solida di supporto che unisca istituzioni, associazioni, università, camere di commercio e organizzazioni di categoria. È necessario formare una nuova generazione di imprenditori e professionisti capaci di intercettare le opportunità, di tradurre in concretezza ciò che oggi rimane sulla carta. Perché in un contesto di concorrenza globale, non possiamo più permetterci di perdere risorse per mancanza di preparazione o di coordinamento.

Un appello al sistema pubblico e associativo

Come PMI International, continuiamo a fare la nostra parte cioè ad informare, assistere e accompagnare le imprese affinché non perdano occasioni preziose. Ma serve uno sforzo condiviso e continuativo: da parte delle associazioni datoriali e sindacali, che devono diffondere informazioni in modo capillare e comprensibile; da parte delle istituzioni pubbliche, che devono semplificare le procedure e fornire assistenza concreta alle imprese; e da parte delle agenzie specializzate e degli enti formativi, che possono aiutare le imprese a costruire progetti solidi e sostenibili.

Investire nelle imprese significa investire nel futuro

Ogni euro che si riesce a trasformare in progetto, innovazione e lavoro è un investimento nel futuro del Paese. Sviluppare le imprese significa sviluppare ricchezza, occupazione e dignità sociale.

Il nostro obiettivo, come sistema produttivo e istituzionale, deve essere quello di non lasciare più nulla di intentato. Le risorse ci sono, le competenze possono esserci, la volontà deve esserci.

È tempo di imparare a “bere” da quella sorgente di opportunità che per troppo tempo è rimasta fuori portata.

Solo così potremo garantire al sistema produttivo — e soprattutto alle aree più deboli del Paese — una prospettiva di sviluppo solido, inclusivo e duraturo.

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