FIRENZE – Eugenio Giani si riconferma presidente della Regione Toscana. Con il 54,6% delle preferenze, il candidato del centrosinistra ottiene una vittoria netta, distanziando di oltre 14 punti percentuali lo sfidante del centrodestra, Alessandro Tomasi, fermo al 40,6%. Antonella Bundu, in corsa per la lista Toscana Rossa, si attesta al 4,8%.
Un successo che va ben oltre il semplice rinnovo del mandato per il presidente uscente. Giani, forte di una coalizione allargata che ha incluso Partito Democratico, Alleanza Verdi-Sinistra, Italia Viva e Movimento 5 Stelle, ha capitalizzato non solo la continuità amministrativa, ma anche una campagna elettorale condotta nel segno della difesa dell’identità culturale e sociale toscana.
Giani: “La Toscana ha scelto la giustizia sociale e la cultura progressista”
“È un risultato evidente, chiaro. Ha vinto una Toscana illuminata, che ha scelto la giustizia sociale, la cultura progressista, la visione riformista”, ha dichiarato Giani in conferenza stampa poche ore dopo la certificazione dei risultati. “Mi sono trovato nell’ultima settimana a sfidare non solo Tomasi, ma un’intera macchina governativa: la premier, i vicepremier, ministri. Sembrava un’impostazione feudale. Ma la Toscana ha reagito, rivendicando la propria autonomia culturale e politica”.
Il governatore ha sottolineato con orgoglio l’ampio consenso ottenuto non solo dalla sua candidatura, ma dalle forze che lo hanno sostenuto: il Partito Democratico si è confermato primo partito con il 36,3% dei voti, seguito da Casa Riformista–Italia Viva con l’8,3% e da Alleanza Verdi–Sinistra con il 6,2%. “Anche il risultato del Movimento 5 Stelle è da valutare positivamente, considerato il percorso dialettico che ha preceduto il sostegno alla mia candidatura”, ha aggiunto.
Schlein: “Smentiti i profeti di sventura della coalizione progressista”
Presente al fianco di Giani nella sede del comitato elettorale a Firenze, la segretaria del PD Elly Schlein non ha nascosto la soddisfazione: “È una vittoria che dà speranza e smentisce chi dichiarava chiusa la stagione della coalizione progressista. Al contrario, è un segnale che ci rafforza e ci invita a proseguire lungo la strada dell’unità”.
Schlein ha voluto anche lanciare un messaggio più ampio, rivendicando una somma virtuale dei voti delle coalizioni progressiste nelle tre regioni al voto come segnale incoraggiante in vista delle future sfide: “Abbiamo più voti del centrodestra. Questo è un punto di partenza solido per costruire alternative credibili nel resto del Paese”.
Meloni: “Congratulazioni a Giani, grazie a Tomasi per l’impegno”
Toni istituzionali e sportività anche da parte della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha rivolto pubblicamente le sue congratulazioni al vincitore: “Auguri di buon lavoro a Eugenio Giani per la rielezione. Un sentito ringraziamento ad Alessandro Tomasi e a tutta la coalizione del centrodestra per la dedizione dimostrata in una sfida impegnativa”.
Il gesto, formale ma significativo, sottolinea il profilo nazionale che ha assunto la campagna toscana, con l’intervento diretto dei vertici dell’esecutivo nella fase finale della competizione. Il risultato, tuttavia, certifica che l’assalto al “fortino rosso” della Toscana da parte del centrodestra non è andato a segno.
I numeri della tornata: centrosinistra largo, Lega ai minimi
Oltre ai dati dei candidati, le proiezioni confermano un quadro politico articolato. Il Partito Democratico guida con il 36,3%, seguito da Fratelli d’Italia con il 26,1%, mentre Casa Riformista–Italia Viva raggiunge l’8,3%. Forza Italia ottiene il 6,9%, AVS il 6,2%, mentre Toscana Rossa e il Movimento 5 Stelle si fermano entrambi al 4,3%. La Lega, una delle grandi assenti sul podio, scivola al 4,1%, registrando uno dei risultati peggiori degli ultimi anni nella regione.
Partecipazione in calo: affluenza al 47,73%
A fare da contrappunto a una competizione elettorale politicamente significativa, è però il dato dell’affluenza, in netta discesa rispetto al 2020: solo il 47,73% degli aventi diritto si è recato alle urne, segnando un calo di quasi 15 punti rispetto alla precedente tornata elettorale, quando la partecipazione aveva toccato il 62,2%.
Un fenomeno che non riguarda solo la Toscana e che conferma una tendenza strutturale al disimpegno elettorale, in particolare tra i più giovani. Nonostante la posta in gioco fosse alta e i toni della campagna a tratti accesi, l’interesse dell’elettorato si è dimostrato contenuto.
Il significato politico della vittoria
Il risultato delle regionali toscane ha una portata che supera i confini regionali. Giani ha vinto non solo con una coalizione ampia, ma anche facendo leva su un’identità politica forte e riconoscibile, capace di tenere insieme le componenti riformiste, ambientaliste, progressiste e grilline. Un modello che la segretaria del PD Schlein potrebbe essere tentata di replicare in altre realtà, nella difficile costruzione di un’alternativa nazionale al centrodestra.
Per la presidente Meloni, invece, il voto rappresenta uno stop tattico ma non strategico. La leadership di Fratelli d’Italia in Toscana si rafforza in termini percentuali, ma non basta a vincere. Resta aperta la riflessione sull’equilibrio interno alla coalizione, con una Lega sempre più marginale e una Forza Italia in lieve ripresa ma priva di trazione.
Una conferma che suona come rilancio
La rielezione di Eugenio Giani non è solo un premio alla continuità amministrativa, ma un segnale politico netto: in una delle regioni simbolo del centrosinistra italiano, l’identità progressista è ancora in grado di mobilitare consenso, aggregare forze diverse e offrire una narrazione credibile.
E lo stesso Giani lo ha ribadito con fermezza: “Questa è una vittoria che guarda avanti. Il lavoro da fare è tanto, ma oggi la Toscana ha scelto da che parte stare. Ha scelto una direzione, e ha scelto di farlo insieme”.
Un messaggio che va ben oltre i confini regionali, e che riapre il gioco in vista delle future tornate elettorali. Con una certezza: la “Toscana illuminata”, come l’ha definita il suo presidente, continua a essere un laboratorio politico decisivo per il centrosinistra nazionale.
