Napoli riparte. Dopo lo scivolone interno contro il Milan, gli uomini di Antonio Conte trovano la forza per rialzarsi subito e lo fanno in una sfida tutt’altro che scontata contro un Genoa brillante e ben organizzato. Al “Diego Armando Maradona” finisce 2-1 per gli azzurri, che ribaltano nella ripresa lo svantaggio firmato Ekhator grazie a due zampate pesanti di Anguissa e Højlund. Tre punti che valgono oro e che permettono al Napoli di conservare la vetta della classifica a quota 15, in coabitazione con la Roma, al termine della sesta giornata di campionato.
Ekhator illumina, il Napoli si sveglia tardi
Il primo tempo è un lungo esercizio di pazienza per il pubblico del Maradona, che assiste a una versione rallentata e prevedibile del Napoli. Le scelte iniziali di Conte sorprendono: De Bruyne resta inizialmente in panchina, così come Spinazzola, mentre in campo si rivede il centrocampo “scudettato” con Anguissa e Lobotka, e Neres parte a sinistra in un tridente che non riesce ad accendersi. Il Genoa, solido e compatto, sfrutta bene gli spazi e alla mezz’ora colpisce con una giocata da applausi: al 34’, Ekhator riceve al centro dell’area e sorprende Meret con un colpo di tacco improvviso e raffinato su assist basso di Norton-Cuffy. Una perla che gela lo stadio e costringe il Napoli a rincorrere.
De Bruyne e Spinazzola cambiano il volto del match
Conte capisce che serve una scossa e nella ripresa rivoluziona l’assetto: dentro De Bruyne e Spinazzola, fuori Zielinski e Neres. La differenza si vede subito. Il belga prende in mano la regia e illumina la manovra con la sua qualità, mentre l’esterno ex Roma garantisce spinta e profondità sulla corsia mancina. Il baricentro del Napoli si alza, la circolazione diventa più fluida e la pressione aumenta. I frutti arrivano poco prima dell’ora di gioco: al 57’, su un cross dalla destra, è Zambo Anguissa a svettare in area e infilare di testa alle spalle di Leali. Il pareggio riaccende il Maradona e dà ulteriore slancio agli azzurri, che alzano ancora il ritmo.
Højlund chiude i conti, Di Lorenzo sfiora il tris
Il Genoa accusa il colpo e fatica a riorganizzarsi, mentre il Napoli continua a premere. Al 75’ arriva il sorpasso: è ancora Anguissa a spaccare la difesa rossoblù con un inserimento centrale, il suo destro potente è respinto corto da Leali, ma sul pallone vagante si avventa Højlund, che da pochi passi insacca il 2-1. L’attaccante danese, ancora a secco prima di questa giornata, rompe il digiuno e si sblocca con un gol da opportunista, dimostrando di essere un riferimento sempre più importante nell’attacco azzurro.
C’è anche il tempo per sfiorare il tris: al 79’, sugli sviluppi di un corner, Di Lorenzo colpisce il palo con un’incornata che avrebbe chiuso definitivamente la partita. Il Genoa tenta un ultimo assalto nei minuti finali, ma la difesa del Napoli regge senza affanni e il triplice fischio sancisce una vittoria meritata, figlia di una reazione convincente e di una gestione matura nella seconda parte di gara.
La mano di Conte e una panchina di lusso
La partita contro il Genoa evidenzia, ancora una volta, l’importanza della profondità della rosa costruita dal Napoli in estate. L’ingresso di De Bruyne ha rappresentato una svolta, con l’ex Manchester City che ha cambiato i tempi della manovra e alzato il livello di qualità nella trequarti avversaria. Anche Spinazzola ha offerto un contributo decisivo in fase offensiva, mostrando subito sintonia con il sistema di Conte. Ma è l’intera squadra ad aver mostrato una reazione da grande, soprattutto dopo un primo tempo difficile e una settimana segnata dalle polemiche post-Milan.
Conte, da parte sua, conferma di saper leggere le partite e intervenire nel momento giusto: i cambi non solo hanno inciso sul piano tecnico, ma hanno anche dato una scossa emotiva alla squadra. Dopo sei giornate, il suo Napoli è primo in classifica e mostra margini di crescita ancora ampi, soprattutto quando gli automatismi offensivi saranno più oliati e le condizioni fisiche degli ultimi arrivati permetteranno una continuità maggiore.
Genoa, buona prestazione ma troppa sofferenza nella ripresa
Al netto della sconfitta, il Genoa esce dal Maradona con la consapevolezza di aver tenuto testa per larghi tratti alla squadra campione d’Italia in carica. Gilardino ha preparato bene la partita, puntando su un atteggiamento ordinato e su transizioni rapide. Il gol di Ekhator, autentica perla di talento, è l’emblema di un primo tempo giocato con coraggio e personalità. Tuttavia, nella ripresa la squadra ha faticato a contenere la spinta del Napoli e si è progressivamente schiacciata nella propria metà campo, pagando dazio all’ingresso dei big avversari e alla qualità superiore del centrocampo azzurro.
Il Genoa resta comunque fuori dalla zona calda della classifica, ma dovrà lavorare su una maggiore tenuta mentale nei momenti di pressione, soprattutto in trasferta contro avversarie di livello.
Napoli in testa, il cammino riparte
Con questa vittoria il Napoli si rilancia immediatamente dopo il passo falso contro il Milan e invia un messaggio chiaro alle concorrenti: nonostante il cambio in panchina e le inevitabili difficoltà iniziali, il gruppo è solido e competitivo. Il primato in classifica, condiviso con la Roma, è il miglior modo per chiudere una settimana complicata e guardare con ottimismo ai prossimi impegni, a partire dalla sfida di Europa League in programma giovedì.
Nel frattempo, Conte si gode un gruppo che comincia a rispondere alle sue sollecitazioni, tra vecchie certezze come Anguissa e nuovi protagonisti come Højlund. La strada è ancora lunga, ma la direzione è quella giusta.
