Il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), presentato dal governo dopo mesi di attese e indiscrezioni, lascia più dubbi che certezze. A sollevarlo è Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro nella segreteria nazionale del Partito Democratico, che accusa l’esecutivo di aver messo a punto un quadro privo di linee concrete e di indicazioni chiare, soprattutto su un tema cruciale come le pensioni.
“Il Dpfp è, di fatto, la manovra che non c’è – afferma Guerra –. Dopo mesi di anticipazioni sui giornali, il documento si rivela straordinariamente silente. Ci dice soltanto che la manovra non avrà alcun impatto sul Pil nel 2026, ed è già una notizia negativa. Per il resto, si limita a frasi generiche su spesa sanitaria, investimenti, fisco, natalità. Ma la parola pensioni non compare neppure”.
Un’assenza che, secondo l’esponente democratica, non è marginale. La questione previdenziale, infatti, resta aperta, anche in relazione al meccanismo di adeguamento dell’età pensionabile alla speranza di vita introdotto dal governo Berlusconi. A gennaio scorso l’Inps aveva già anticipato nei propri sistemi informatici l’eventualità di un innalzamento di tre mesi a partire dal 2026, salvo poi essere richiamata dallo stesso ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che aveva chiesto di attendere valutazioni ufficiali.
“Prima che il Documento programmatico di bilancio venga inviato in Europa entro il 15 ottobre – incalza Guerra – il ministro deve chiarire che cosa intende fare sulle pensioni. I tre mesi in più scatteranno oppure no? Non sarebbe ora di dirlo con chiarezza, invece di lasciare lavoratori e imprese nell’incertezza?”.
Con questa presa di posizione, il Partito Democratico apre dunque un nuovo fronte di critica contro l’esecutivo, chiamato nelle prossime settimane a tradurre in misure concrete quelle che, per ora, appaiono soltanto come dichiarazioni d’intenti. Sul tavolo, oltre al nodo pensionistico, restano anche le risorse per la sanità, le politiche per la natalità e la riforma fiscale, capitoli fondamentali della prossima legge di bilancio.
