3 Ottobre 2026, sabato
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Lo spazio come nuova frontiera per la competitività europea e italiana

Il settore spaziale, un motore invisibile dell'economia globale, offre opportunità cruciali per il futuro del nostro Paese e dell'Europa.

A cura di Salvatore Guerriero Presidente Nazionale ed Internazionale della Confederazione delle Imprese nel Mondo – PMI International

La space economy non è più una visione futuristica, ma una realtà che muove capitali, competenze e politiche industriali. Nel 2024 il suo valore globale ha raggiunto i 471 miliardi di euro e, secondo le stime della Commissione europea, entro il 2035 potrebbe arrivare a 1.600 miliardi, fino a sfiorare i 3.000 miliardi con i nuovi servizi abilitati dallo spazio. È una sfida che nessun Paese può permettersi di ignorare, soprattutto l’Italia con l’Europa.

Il nostro Paese può e deve giocare un ruolo da protagonista. Non solo per la presenza di grandi player industriali, ma soprattutto per la forza delle piccole e medie imprese, che costituiscono il tessuto vitale della nostra economia. Le PMI italiane, con le loro competenze specialistiche, la capacità di innovare e l’eccellenza tecnologica, sono un elemento distintivo che dobbiamo tutelare e valorizzare.

La recente Space Economy Strategy europea rappresenta un passaggio cruciale. Tuttavia, il rafforzamento della presenza commerciale nello spazio dovrà avvenire senza dimenticare le eccellenze già consolidate, che vanno sostenute sia a livello nazionale che comunitario. La politica industriale europea deve avere il coraggio di semplificare e accompagnare, non di complicare con nuove barriere burocratiche l’accesso all’innovazione.

Quando parliamo di economia dello spazio, spesso immaginiamo satelliti, razzi e missioni interplanetarie. In realtà, la space economy è già normale e quotidiana, e condiziona molte delle azioni che svolgiamo senza rendercene conto.

Quando usiamo Google Maps per raggiungere una destinazione, stiamo utilizzando sistemi di geolocalizzazione satellitare.

Quando facciamo un pagamento digitale sicuro, questo avviene grazie a connessioni satellitari che garantiscono precisione e protezione dei dati.

Quando consultiamo le previsioni meteo, anche a distanza di giorni, sono i satelliti a fornire immagini e dati indispensabili per anticipare fenomeni estremi.

L’agricoltura di precisione utilizza immagini satellitari per monitorare i terreni, ottimizzare l’uso dell’acqua e dei fertilizzanti, aumentando la produttività.

I sistemi di logistica e trasporto internazionale si basano su costellazioni satellitari che tracciano merci e mezzi in tempo reale.

Persino la ricerca medica trae beneficio dagli studi spaziali, che hanno portato allo sviluppo di nuovi materiali e tecnologie biomedicali oggi in uso negli ospedali.

Lo spazio non è più un mondo lontano e affascinante ma è un motore invisibile della nostra vita moderna. Ogni giorno, senza rendercene conto, siamo connessi a una filiera industriale che nasce dallo spazio e che garantisce servizi fondamentali al nostro lavoro, alla nostra sicurezza e al nostro benessere.

La space economy non è solo innovazione tecnologica, ma anche una leva decisiva per la sostenibilità ambientale. I satelliti sono strumenti fondamentali per il monitoraggio dei cambiamenti climatici, della deforestazione, delle emissioni di CO₂ e dell’innalzamento dei mari. Permettono di prevedere e gestire eventi estremi come alluvioni, siccità e incendi, salvando vite umane e riducendo i danni economici.

Grazie allo spazio possiamo ottimizzare l’uso delle risorse naturali, migliorare la gestione dell’acqua, monitorare le coltivazioni e supportare la transizione energetica. Questo rende la space economy una componente essenziale anche per l’attuazione degli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e per una crescita che sia davvero sostenibile.

Per cogliere queste opportunità servono tre pilastri chiari:

1. Un quadro normativo stabile, che garantisca continuità e certezza agli investimenti;

2. Partnership pubblico-private, per sostenere progetti ad alto rischio e grande complessità tecnologica;

3. Investimenti nelle nuove generazioni, con una formazione capace di portare giovani e imprese dentro le discipline STEM già dalla scuola primaria, rafforzando università, ITS e centri di ricerca;

La space economy non riguarda solo i satelliti e le missioni, ma può trainare l’innovazione industriale, aprire nuove filiere, creare occupazione qualificata e persino offrire opportunità di riconversione per comparti tradizionali come l’automotive, l’agroalimentare o l’energia.

Come Confederazione delle Imprese nel Mondo, crediamo che questa sia un’occasione per ribadire il valore strategico del tessuto imprenditoriale diffuso, che può trasformare l’Italia in un modello europeo di approccio integrato alla space economy. La grande industria e le PMI devono collaborare per portare innovazione e crescita, dentro e fuori i confini del nostro Paese.

Lo spazio non è più soltanto una frontiera tecnologica, ma è soprattutto un asset strategico per l’Europa e per il nostro Bel Paese. Le nostre imprese hanno tutte le carte in regola per essere protagoniste di questa nuova economia globale. Sta a noi, insieme alle istituzioni, accompagnare e sostenere questo percorso con visione, coraggio e concretezza.

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