26 Luglio 2026, domenica
HomeItaliaCronacaSuicidio in carcere a Pavia, morto un detenuto di 21 anni: è...

Suicidio in carcere a Pavia, morto un detenuto di 21 anni: è il quattordicesimo caso dal 2021

Il giovane, di origine nordafricana, si trovava da pochi giorni nella casa circondariale di Torre del Gallo. Era seguito per fragilità psicologiche e inserito in una sezione protetta.

Un nuovo dramma scuote la casa circondariale di Torre del Gallo, a Pavia. Un detenuto di 21 anni, di origine nordafricana, si è tolto la vita all’interno dell’istituto penitenziario. La notizia, riportata da La Provincia Pavese, riaccende i riflettori sulla condizione delle carceri italiane e, in particolare, sulla lunga scia di suicidi che da anni colpisce la struttura pavese: dal 2021 a oggi si tratta del quattordicesimo caso.

Il giovane, entrato in carcere da pochi giorni, era stato preso in carico dai responsabili della struttura per le sue condizioni di vulnerabilità. Secondo quanto si è appreso, soffriva infatti di problemi psicologici che avevano indotto la direzione a collocarlo in una sezione dedicata ai detenuti considerati fragili, dove il monitoraggio è più costante rispetto al resto dell’istituto. Nonostante queste precauzioni, il ragazzo è riuscito ad approfittare di un momento di bassa sorveglianza per compiere l’estremo gesto, utilizzando le lenzuola per strangolarsi.

Quando gli agenti di polizia penitenziaria si sono resi conto di quanto stava accadendo, sono intervenuti immediatamente e hanno tentato di rianimarlo. Trasportato d’urgenza in ambulanza al Policlinico San Matteo, il giovane è spirato poco dopo il ricovero, nonostante gli sforzi dei medici.

Il dramma di Pavia porta nuovamente all’attenzione pubblica il tema delle condizioni di vita nelle carceri italiane, dove sovraffollamento, carenze di organico e difficoltà nel garantire un supporto psicologico adeguato rendono complesso il lavoro degli operatori e la tutela della salute mentale dei detenuti. Torre del Gallo, in particolare, da tempo viene segnalata per la frequenza dei suicidi, un fenomeno che interroga la capacità del sistema penitenziario di prevenire situazioni di disperazione estrema.

La morte del giovane nordafricano, l’ennesima in pochi anni, rischia di trasformarsi in un nuovo caso simbolo della crisi del carcere italiano: una crisi che intreccia fragilità individuali e difficoltà strutturali, e che continua a produrre vittime tra le mura di istituti che dovrebbero avere come obiettivo non solo la custodia, ma anche la rieducazione e il reinserimento sociale.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti