6 Novembre 2026, venerdì
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Addio a Carlo Sassi, il mago della moviola che cambiò le domeniche italiane

Giornalista rigoroso e volto inconfondibile della Domenica Sportiva, introdusse la moviola calcistica trasformandola nella “Cassazione del pallone”.

A cura di Peppe Iannicelli

È morto Carlo Sassi, il giornalista che regalò al calcio italiano la moviola televisiva. Con lui se ne va un pezzo di quell’Italia che la domenica aspettava il fischio finale, 90° Minuto e infine la Domenica Sportiva, quando il pallone non era ancora un flusso continuo e onnivoro, ma un rito collettivo da consumare con pazienza.

I tempi erano quelli in cui le partite si giocavano tutte insieme, lo “spezzatino” era solo un piatto da trattoria e i tifosi sapevano aspettare ore per rivedere un episodio controverso. Capitava persino che a 90° Minuto gli inviati rimandassero la soluzione del “giallo” calcistico alla Domenica Sportiva, poco prima di mezzanotte.

Fu il 22 ottobre 1967 che Sassi, insieme a Heron Vitaletti, inaugurò la sua invenzione con il gol fantasma di Gianni Rivera nel derby di Milano. All’inizio in bianco e nero, con immagini sgranate e telecamere poche, la sua moviola era una rivoluzione: poteva scomporre un’azione di gioco come mai era stato fatto. Non a caso fu subito soprannominata la “Cassazione della giornata calcistica”.

Occhialoni grandi come lenti d’ingrandimento, tono severo e autorevole, Sassi divenne un personaggio amatissimo. E se la sua invenzione scatenò infinite polemiche — c’era chi temeva che la moviola minasse l’autorità dell’arbitro — finì per entrare di diritto nella cultura popolare. Un’attesa diversa, quasi sospesa, che riempiva le ore tra cinema, carte al bar e visite ai parenti, fino al momento clou davanti alla tv.

E anche se non sempre dava risposte definitive — rigore o non rigore? fuorigioco o meno? — la moviola era il carburante per discussioni infinite in ufficio, al bar, con gli amici.

Carlo Sassi lascia il ricordo di un tempo in cui il calcio era meno urlato ma più condiviso. E, grazie all’intuizione di Marino Bartoletti che lo riportò in tv a “Quelli che il calcio”, anche le generazioni più giovani hanno potuto conoscere il suo stile inconfondibile.

Addio, maestro della moviola. Con te se ne va anche un po’ di quella domenica italiana che oggi non c’è più.

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