Roma – Fitch rivede al rialzo il rating sovrano dell’Italia, portandolo da BBB a BBB+ e confermando un outlook stabile, segnando così un passaggio di rilievo nella percezione internazionale dell’affidabilità finanziaria del Paese. È la prima promozione di questo tipo da parte dell’agenzia americana dal 2004, e rappresenta, secondo Fitch, la sintesi di una serie di progressi concreti in ambito fiscale, macroeconomico e politico.
A motivare l’upgrade, spiegano gli analisti dell’agenzia, è “una maggiore fiducia nella traiettoria di bilancio” dell’Italia, supportata da “una crescente prudenza fiscale” e da un “forte impegno a raggiungere gli obiettivi di medio periodo stabiliti dal nuovo quadro europeo”. La promozione arriva in un momento delicato per la definizione della prossima legge di bilancio e mentre a Bruxelles si discute l’attuazione del Patto di stabilità riformato, destinato a incidere sulle scelte economiche di tutti i Paesi membri, Italia compresa.
Fitch prevede un deficit al 3,1% del PIL nel 2024, in progressiva riduzione fino al 2027, e segnala un contesto interno favorevole alla continuità: “Un quadro politico stabile, il continuo slancio riformatore e la riduzione degli squilibri esterni migliorano ulteriormente il profilo creditizio dell’Italia”.
Le reazioni del governo
Non si è fatta attendere la risposta del governo, che ha accolto la promozione come un riconoscimento del lavoro svolto. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di una “conferma che il percorso intrapreso dal nostro governo è quello giusto”. In una nota, la premier ha sottolineato come “conti in ordine, responsabilità nelle scelte di bilancio e rafforzamento dell’economia attraverso l’aumento dell’occupazione” siano risultati tangibili, non mere dichiarazioni d’intenti.
“È un chiaro segnale di fiducia da parte dei mercati internazionali,” ha aggiunto Meloni, “che riconoscono la stabilità politica, la credibilità delle politiche economiche e il sostegno a chi crea lavoro e ricchezza. Siamo consapevoli delle sfide che ci attendono – crescita, debito, sostenibilità – ma oggi possiamo guardare avanti con orgoglio: il nostro impegno viene riconosciuto”.
Dello stesso tenore le parole del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha parlato di “tanto studio, tanto lavoro. Serio e riservato. Abbiamo riportato l’Italia sulla giusta strada”, rivendicando un metodo di gestione sobrio ma determinato, lontano da proclami ma orientato ai risultati.
Il nodo debito
Se da un lato l’upgrade rappresenta una notizia positiva per i conti pubblici – e, in prospettiva, per il costo del finanziamento del debito sovrano – dall’altro Fitch non ignora le criticità ancora aperte. A preoccupare resta l’elevato livello del debito pubblico, che secondo le stime dell’agenzia dovrebbe attestarsi al 137,6% del PIL nel 2026.
Un dato che, se confrontato con la media dei Paesi con lo stesso rating BBB (pari al 57,3% nel 2024), evidenzia una fragilità strutturale. Tuttavia, Fitch osserva che “i rischi legati al finanziamento e alla sostenibilità appaiono in riduzione”, grazie a una combinazione di fattori, tra cui una solida domanda di titoli di Stato italiani, la gestione accorta delle emissioni da parte del Tesoro e un contesto macroeconomico relativamente favorevole.
L’agenzia sottolinea inoltre che parte dell’aumento previsto del debito è legata a rettifiche tecniche dovute al superbonus edilizio, una misura straordinaria che, pur avendo stimolato la crescita in fase post-pandemica, ha avuto un impatto rilevante sui saldi di finanza pubblica.
Prospettive e impatti
La promozione di Fitch potrebbe avere effetti concreti sul costo del debito italiano, migliorando la percezione del rischio Paese da parte degli investitori internazionali. Una valutazione più alta da parte delle agenzie di rating, infatti, contribuisce a ridurre i rendimenti richiesti sui titoli di Stato, con riflessi positivi sul bilancio pubblico.
Resta ora da vedere se anche le altre principali agenzie – Moody’s e Standard & Poor’s, che attualmente mantengono l’Italia rispettivamente a Baa3 (appena sopra il livello speculativo) e BBB – seguiranno la stessa linea nei prossimi aggiornamenti, attesi entro fine anno. Un ulteriore miglioramento potrebbe consolidare il posizionamento dell’Italia tra i Paesi con rating investment grade stabile, elemento chiave per la fiducia dei mercati.
Ma oltre gli aspetti finanziari, il giudizio di Fitch ha anche un significato politico. In un’Europa attraversata da tensioni economiche, instabilità geopolitiche e incertezze sul fronte energetico, la promozione rappresenta un riconoscimento del lavoro svolto per mantenere un equilibrio tra crescita e rigore. La scommessa dell’Italia – puntare su riforme strutturali, mantenendo la barra dritta sui conti pubblici – appare, almeno per ora, premiata.
Un segnale anche all’Europa
Il giudizio di Fitch arriva mentre il governo è impegnato nella preparazione della Legge di Bilancio 2026 e in pieno confronto con le istituzioni europee sul percorso di rientro dal debito previsto dalle nuove regole del Patto di stabilità. In questo contesto, la promozione rappresenta anche un segnale rivolto a Bruxelles: l’Italia è vista da almeno una delle tre grandi agenzie di rating come un Paese in fase di rafforzamento fiscale e riformista, e non più come un’anomalia da monitorare.
Sarà compito del governo, nei prossimi mesi, consolidare questa immagine, traducendo in misure concrete le promesse di riforma, rafforzando la produttività e proseguendo nel difficile equilibrio tra rigore e crescita. Un risultato che oggi riceve una spinta importante, ma che domani dovrà essere confermato nei numeri. E soprattutto nella realtà economica di cittadini e imprese.
