29 Gennaio 2026, giovedì
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Lettera minatoria dagli Stati Uniti al sindaco di San Giuliano Terme: l’ombra dell’odio dopo i funerali di Marah

Un anonimo ha inviato da Chicago una missiva carica di insulti e minacce a Matteo Cecchelli, primo cittadino che due settimane fa aveva organizzato le esequie della giovane palestinese morta dopo il ricovero a Pisa.

Una busta proveniente da Carol Stream, cittadina non lontana da Chicago, è arrivata negli uffici comunali di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa. All’interno, una lettera anonima scritta in inglese, contenente minacce, insulti e parole intrise di odio. Il destinatario è Matteo Cecchelli, sindaco del comune toscano, che ha reso pubblica la vicenda spiegando come il messaggio fosse legato alla decisione di organizzare i funerali di Marah, la ventenne palestinese deceduta due settimane fa a Pisa.

La giovane era giunta in Italia da Gaza in condizioni disperate: gravemente denutrita, era stata ricoverata d’urgenza all’ospedale pisano, dove però è morta due giorni dopo l’arrivo. Il sindaco Cecchelli, di fronte a una tragedia che aveva colpito l’intera comunità, si era fatto carico di organizzare le esequie, celebrando un rito che aveva assunto un forte valore simbolico, di solidarietà e accoglienza.

La risposta, però, è arrivata da oltreoceano, in forme che lo stesso primo cittadino definisce «volgari, intimidatorie e dettate dall’odio». La missiva, spedita dagli Stati Uniti e recapitata giovedì, contiene offese dirette alla sua persona e all’iniziativa intrapresa per dare dignità all’ultimo saluto di Marah.

Il caso suscita sconcerto non solo per la gravità delle minacce, ma anche per la loro provenienza: una voce anonima che, dall’altra parte dell’Atlantico, ha scelto di colpire un amministratore locale impegnato in un gesto umanitario. Un episodio che apre interrogativi sul clima di tensione internazionale attorno alla guerra a Gaza e sul rischio che sentimenti di odio e divisione travalichino confini e continenti.

«Ho voluto fare ciò che ritenevo giusto, accogliendo con rispetto e solidarietà una ragazza che aveva cercato di salvarsi fuggendo da una condizione di sofferenza estrema», ha dichiarato Cecchelli, ricordando come la vicenda di Marah abbia scosso profondamente l’intera comunità.

La Procura e le autorità competenti sono state informate della lettera, che sarà oggetto di accertamenti per risalire al mittente e verificare la reale natura delle minacce. Nel frattempo, attorno al sindaco si è già stretto un fronte di solidarietà: amministratori locali, associazioni e cittadini hanno espresso vicinanza e sostegno, ribadendo che un gesto di pietà e umanità non può trasformarsi in bersaglio di intimidazioni.

Il funerale di Marah, celebrato a San Giuliano Terme, era stato accompagnato da un forte sentimento di partecipazione, con la presenza di istituzioni, cittadini e rappresentanti della comunità palestinese in Italia. L’arrivo della lettera minatoria riapre ora una ferita che sembrava essersi momentaneamente rimarginata, riportando l’attenzione sul delicato intreccio tra cronaca locale e conflitto internazionale.

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