Un’aggressione brutale e apparentemente immotivata ha sconvolto la tranquillità di Sottomarina di Chioggia nelle ultime ore, gettando una luce inquietante su una delle località balneari più frequentate dell’Adriatico. Una turista tedesca, arrivata in città per godersi una vacanza in compagnia del compagno e del figlio tredicenne di lui, è stata vittima di una violenta aggressione a colpi di coltello mentre portava a spasso il cane.
L’episodio si è consumato poco dopo le 23, lungo uno dei marciapiedi della città, dove la donna, uscita dall’appartamento preso in affitto, si è trovata improvvisamente di fronte a una figura dal volto celato da un casco. Secondo il racconto della stessa vittima, il giovane sconosciuto si sarebbe fermato a fissarla per qualche istante, per poi avventarsi su di lei senza alcuna apparente motivazione, colpendola ripetutamente nella parte superiore del corpo e alle mani con un’arma da taglio.
Nonostante la violenza dell’attacco, la turista è riuscita a sopravvivere grazie all’intervento tempestivo di alcuni passanti e al successivo arrivo dei soccorsi del 118. La donna, sebbene non sia in pericolo di vita, resta ricoverata all’ospedale di Chioggia in attesa che i medici possano sciogliere definitivamente la prognosi.
L’aggressore, dopo aver inferto oltre una decina di fendenti, si è dileguato rapidamente a bordo di una moto, rendendo più complicata l’identificazione immediata. Tuttavia, il lavoro coordinato dei carabinieri di Venezia e di Chioggia, supportato dall’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza della zona, ha consentito nel giro di poche ore di orientare i sospetti su un giovane di 25 anni, noto alle autorità per problemi di natura psichiatrica.
Condotto in caserma, il venticinquenne avrebbe fornito agli investigatori versioni discordanti e spesso contraddittorie dei fatti, alimentando ulteriormente i dubbi sulla sua posizione. Gli elementi raccolti dagli inquirenti finora suggeriscono un coinvolgimento concreto del giovane, anche se non ancora sufficiente per procedere a un fermo formale. Proprio la fragilità delle sue condizioni psicofisiche ha reso necessario il ricovero in un reparto protetto dello stesso presidio ospedaliero dove si trova anche la vittima.
Le indagini proseguono senza sosta. I militari stanno cercando riscontri ulteriori che possano confermare in modo inequivocabile la responsabilità del sospettato e fare chiarezza su un caso che, per dinamica e modalità, ha scosso profondamente la comunità locale e i numerosi turisti presenti in questi giorni a Sottomarina.
Al momento, resta il mistero sul movente che ha scatenato tanta violenza e l’attesa per i prossimi sviluppi delle investigazioni, che potrebbero imprimere una svolta decisiva alla vicenda nei prossimi giorni.
