2 Ottobre 2026, venerdì
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Gaza, l’allarme Onu: oltre 21mila bambini vivono con disabilità permanenti causate dalla guerra

Il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità denuncia l’impatto devastante del conflitto: più di 40mila minori feriti in meno di due anni

Almeno 21mila bambini a Gaza vivono oggi con una disabilità conseguenza diretta della guerra esplosa il 7 ottobre 2023 tra Israele e Hamas. È il dato drammatico diffuso dal Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (Crpd), che monitora l’attuazione della Convenzione Onu e riunisce due volte l’anno a Ginevra un gruppo di esperti indipendenti.

Secondo il comitato, il bilancio dei minori feriti in meno di due anni di conflitto è ancora più alto: circa 40.500 bambini hanno riportato “ferite legate alla guerra”. Un numero che fotografa la portata della crisi umanitaria e le conseguenze di lungo periodo che il conflitto sta infliggendo alle nuove generazioni della Striscia.

Le cifre diffuse dal Crpd non riguardano solo i morti o i feriti immediati, ma descrivono una realtà segnata da amputazioni, traumi permanenti, gravi danni agli arti e al sistema nervoso. Si tratta di lesioni che, in un contesto come quello di Gaza, privo di strutture sanitarie adeguate e con ospedali al collasso, rischiano di trasformarsi in disabilità irreversibili.

L’allarme degli esperti Onu va oltre il semplice dato statistico: riguarda il futuro di una generazione. Migliaia di bambini sono oggi privati della possibilità di condurre una vita autonoma, di frequentare regolarmente la scuola, di svilupparsi in un ambiente sicuro. Le famiglie, spesso già sfollate o colpite dalla perdita di parenti, si trovano a dover affrontare la difficoltà di assistere minori con bisogni speciali in un contesto di scarsità cronica di medicine, protesi, fisioterapia e sostegno psicologico.

Il Comitato Onu sui diritti delle persone con disabilità sottolinea come la protezione dei civili, in particolare dei minori e delle persone con disabilità, rappresenti un obbligo inderogabile del diritto internazionale umanitario. Il conflitto in corso a Gaza mostra invece come le persone più vulnerabili restino le prime vittime delle ostilità, con un peso che si trascina ben oltre l’immediato campo di battaglia.

Il dato dei 21mila bambini disabili e dei 40.500 feriti si aggiunge a quello già noto delle migliaia di vittime civili, e mette in luce la dimensione meno visibile ma più duratura della guerra: il danno psicofisico alle nuove generazioni. Perché la guerra non si misura solo in vite perdute, ma anche nelle esistenze spezzate di chi sopravvive.

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