29 Agosto 2025, venerdì
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Addio a Salvo Vitale, l’amico di Peppino Impastato che non smise mai di combattere la mafia

È morto a 82 anni il professore, scrittore e attivista che insieme a Impastato fondò Radio Aut. Dopo l’omicidio dell’amico, ne custodì la memoria con rigore e passione.

Cinisi piange Salvo Vitale, testimone e protagonista di una delle più coraggiose battaglie civili contro Cosa nostra. Aveva 82 anni. Professore, intellettuale, scrittore, poeta e militante, Vitale è stato per decenni il custode della memoria di Peppino Impastato, l’amico e compagno di lotta assassinato dalla mafia il 9 maggio 1978. Insieme avevano dato vita a Radio Aut, una voce libera e irriverente nata per rompere il silenzio su ciò che accadeva nella loro terra: una Sicilia soffocata dalla violenza mafiosa e dal conformismo.

Salvo Vitale non ha mai smesso di lottare. Dopo l’omicidio di Peppino, ha continuato a raccontare la verità, a denunciare l’infiltrazione mafiosa nei territori, a educare le giovani generazioni alla legalità e alla resistenza culturale. Lo ha fatto scrivendo, parlando nelle scuole, collaborando con le testate antimafia e con l’emittente Telejato, diventando un punto di riferimento morale per più di una generazione.

La sua voce rotta dal dolore risuona ancora oggi nella memoria collettiva: «Stamattina Peppino avrebbe dovuto tenere il comizio conclusivo della sua campagna elettorale. Non ci sarà nessun comizio e non ci saranno più altre trasmissioni. Peppino non c’è più». Era il 9 maggio 1978 e quelle parole, pronunciate ai microfoni di Radio Aut, segnarono l’inizio di un nuovo impegno per Vitale, più duro ma anche più necessario: impedire che la storia di Peppino venisse dimenticata o deformata.

Quelle stesse parole sono diventate simboliche grazie anche al film “I cento passi” di Marco Tullio Giordana, dove l’attore Claudio Gioè interpretò Salvo Vitale al fianco di Luigi Lo Cascio nel ruolo di Peppino. Il film ha contribuito a far conoscere al grande pubblico il volto più autentico dell’antimafia sociale e culturale, quella nata non nei palazzi istituzionali ma tra i vicoli dei paesi, nei collettivi studenteschi, sulle frequenze libere e ribelli di una radio di provincia.

Nato il 16 agosto 1943 a Cinisi, Vitale si era laureato in filosofia all’Università di Palermo nel 1969. In gioventù fu corrispondente del quotidiano “L’Ora” dal suo paese, uno dei rari organi d’informazione impegnati a raccontare la mafia quando ancora se ne negava l’esistenza. Dopo aver insegnato in Sardegna, tornò in Sicilia alla fine degli anni Settanta per sostenere, anche attraverso l’insegnamento e la scrittura, quella che chiamava “la battaglia culturale contro la mentalità mafiosa”.

La sua opera è raccolta in numerosi saggi, testimonianze e articoli dedicati alla nascita e all’esperienza di Radio Aut, ma anche alla figura di Impastato, di cui fu non solo compagno politico ma fratello di ideali. Ha scritto per riviste specializzate come Antimafia Duemila e ha collaborato fino agli ultimi anni con Telejato, la storica emittente diretta da Pino Maniaci.

Proprio sulla pagina Facebook di Telejato è comparso uno dei primi messaggi di cordoglio: «Se ne va un collaboratore, un pilastro della redazione e dell’antimafia, ma soprattutto un amico. Ciao Salvo». A Cinisi, il paese dove tutto ebbe inizio, il sindaco Vera Abbate ha voluto ricordarlo con parole cariche di riconoscenza: «Scrittore, poeta, insegnante, storico e combattente instancabile per la memoria e la verità. Cinisi perde oggi un uomo che ha dato forma all’impegno civile: non solo con la penna e le parole, ma con la vita, la dedizione e una profonda sensibilità verso la giustizia. In questo momento di lutto esprimiamo la nostra più sentita vicinanza alla moglie Dina Provenzano, ai figli Sabrina, Karol e Vincenzo, ai familiari, agli amici e a tutti coloro che hanno condiviso con lui il cammino della memoria e della lotta».

Anche il mondo della politica ha reso omaggio alla figura di Vitale. Sandro Ruotolo, europarlamentare e responsabile Memoria nella segreteria nazionale del Partito democratico, ha scritto: «Senza conoscerti ti conoscevo da sempre. È stato bello abbracciarti e parlare con te, anche solo quella volta, indimenticabile. Ciao Salvo Vitale: professore, poeta, scrittore, ma soprattutto amico e compagno di Peppino Impastato. Con te, in tutti questi anni, ha continuato a vivere la memoria e la voce di Peppino. Che la terra ti sia lieve».

In un Paese spesso incline a dimenticare in fretta, Salvo Vitale ha rappresentato l’esempio raro di chi ha scelto di ricordare ogni giorno. Con lucidità, con ostinazione, con la forza tranquilla della cultura. E soprattutto con quella fedeltà incrollabile che non lo ha mai separato dalla battaglia iniziata con Peppino.

Oggi, Cinisi e l’Italia dell’antimafia salutano un uomo che non si è mai voltato dall’altra parte. Un intellettuale rigoroso, un docente appassionato, ma prima ancora un cittadino che ha fatto della parola uno strumento di resistenza. Perché, come amava ripetere, “l’unico modo per onorare chi è morto per la verità è non smettere mai di raccontarla”.

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