6 Giugno 2026, sabato
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Capri, rissa tra barcaioli per l’ingresso alla Grotta Azzurra

Scintille in mare davanti ai turisti: insulti, spintoni e tuffi forzati per superare la fila e garantire l’accesso prioritario al gioiello dell’isola

CAPRI — Una delle mete più ambite del turismo internazionale, simbolo di eleganza e bellezza mediterranea, si ritrova ancora una volta al centro delle cronache per uno spettacolo tutt’altro che edificante. Succede nei pressi dell’ingresso alla Grotta Azzurra, dove la tensione tra i barcaioli che accompagnano i turisti verso il celebre anfratto marino ha superato i limiti del decoro, trasformandosi in un vero e proprio corpo a corpo.

Urla da una barca all’altra, insulti ad alta voce davanti a decine di turisti sbigottiti, poi la situazione degenera: le imbarcazioni si avvicinano, partono le spintoni, volano schiaffi e qualcuno finisce in mare, vestito, sotto gli occhi increduli dei passeggeri. Un episodio tutt’altro che isolato, che si inserisce in una dinamica sempre più frequente durante la stagione estiva, quando l’assalto alla Grotta Azzurra diventa una corsa contro il tempo e contro gli altri barcaioli.

Al centro dello scontro, l’accesso privilegiato all’ingresso del tunnel che conduce alla grotta, raggiungibile solo via mare e percorribile da piccole imbarcazioni a remi. La fila per entrare può durare anche ore, ma chi è disposto a pagare di più si aspetta un trattamento preferenziale. E i barcaioli, ben consapevoli di questa domanda, si sfidano senza esclusione di colpi pur di assicurare ai propri clienti un accesso rapido, evitando l’attesa e rafforzando la propria reputazione.

La scena, già di per sé sconcertante, assume toni ancora più paradossali per l’indifferenza con cui queste dispute vengono ormai gestite. Si tratta di vere e proprie “guerre di posizione” che si consumano quotidianamente sotto lo sguardo dei turisti, spesso stranieri, che da quel momento conservano un ricordo tutt’altro che idilliaco della loro visita all’iconica grotta caprese.

Sullo sfondo, la mancanza di controlli efficaci e una gestione del flusso turistico che continua a mostrarsi inadeguata nei momenti di massimo affollamento. A nulla sembrano valere le ordinanze e le regole imposte negli anni dalle autorità locali: il problema si ripresenta puntualmente ogni estate, mettendo a rischio non solo l’immagine dell’isola, ma anche la sicurezza dei visitatori e degli operatori stessi.

Non è la prima volta che l’accesso alla Grotta Azzurra diventa teatro di tensioni. Già in passato erano state segnalate liti tra barcaioli, spesso sfociate in denunce o sanzioni amministrative. Ma finora nessun provvedimento strutturale sembra aver messo fine a un fenomeno che, oltre a danneggiare il turismo, rischia di trasformare uno dei luoghi più affascinanti del Mediterraneo in un’arena di conflitti.

Le associazioni turistiche chiedono a gran voce un intervento deciso: maggiori controlli, regole chiare, rotazioni e turni certi per evitare sovrapposizioni e frizioni. Ma soprattutto, servirebbe un cambiamento culturale che restituisca dignità al lavoro dei barcaioli e rispetto ai visitatori, sempre più disorientati di fronte a comportamenti che nulla hanno a che vedere con l’ospitalità.

Nel frattempo, sull’acqua che riflette l’azzurro perfetto della grotta, restano le onde sollevate dalla zuffa e il disagio di chi, venuto a Capri per toccare la bellezza, si ritrova suo malgrado spettatore di una scena da commedia amara.

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