7 Ottobre 2026, mercoledì
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Un impero verde tra i boschi della Locride: scoperta maxi piantagione di cannabis

Un’operazione dei Carabinieri smaschera una vasta coltivazione di marijuana ben nascosta nella fitta vegetazione. Oltre duemila piante irrigate con un sofisticato impianto. La droga era pronta per inondare il mercato.

Nascosta nel cuore della vegetazione più fitta e impervia della Locride, una vera e propria fabbrica della droga operava sotto gli occhi inconsapevoli del paesaggio silenzioso. Una distesa ordinata di oltre duemila piante di Cannabis Sativa, coltivate con metodi altamente professionali, è stata scoperta dai Carabinieri durante un’operazione di rastrellamento. La piantagione, disposta su un terreno scosceso e ben occultato tra i boschi, era alimentata da un sistema di irrigazione efficiente e articolato, segno evidente della mano esperta e delle ingenti risorse messe in campo per gestirla.

La scoperta è avvenuta nell’ambito di un’attività congiunta condotta dai militari della Stazione Carabinieri di Caulonia e dallo Squadrone Eliportato “Cacciatori Calabria”, con il supporto operativo dell’8° Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia. Un’azione coordinata, parte di un più ampio piano di controllo del territorio nelle aree più impervie del Sud della Calabria, che continua a rivelarsi terreno fertile per le attività illecite legate alla criminalità organizzata.

Le dimensioni e l’organizzazione della coltivazione parlano chiaro: non si trattava di un’iniziativa isolata, ma di un vero impianto agricolo clandestino, capace di generare ingenti quantità di stupefacente pronte per essere immesse sul mercato nazionale e internazionale. Un esempio concreto di come l’agricoltura possa trasformarsi, se posta nelle mani sbagliate, in strumento di profitto illecito e pericoloso.

La Locride, da tempo, rappresenta un territorio strategico per i traffici della criminalità, grazie alla sua conformazione geografica difficile da controllare e alla presenza di zone boschive estese. In questi contesti, il ruolo dell’Arma dei Carabinieri è cruciale: con una rete capillare che parte dalle Stazioni locali e si estende fino alle unità specializzate, come lo Squadrone “Cacciatori” e il supporto aereo degli elicotteri, si riesce a portare la legalità anche dove la geografia sembra favorire l’illegalità.

L’operazione conclusasi con il sequestro della piantagione rappresenta un duro colpo inferto alla filiera della droga e testimonia, ancora una volta, la capacità delle forze dell’ordine di incidere profondamente sul tessuto criminale. Ogni pianta sradicata equivale a un danno economico consistente per le organizzazioni che ne gestiscono la produzione, e ogni intervento di questo tipo contribuisce a indebolire un sistema che si fonda sull’illegalità, sul controllo del territorio e sul profitto illecito.

Il messaggio che arriva dalla Locride è chiaro: nessun angolo, per quanto remoto o impervio, può ritenersi al sicuro dal controllo delle istituzioni. La lotta al narcotraffico continua, pianta dopo pianta, bosco dopo bosco.

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