Si è conclusa nel peggiore dei modi la settimana di ricerche che ha tenuto con il fiato sospeso una comunità intera. Dante Ragazzi, 82 anni, originario di Bologna e appassionato cercatore di funghi, è stato ritrovato privo di vita sui monti dell’Aprica, in Valtellina, dove era scomparso martedì scorso.
A individuare il corpo, in un’area impervia e difficilmente raggiungibile, è stato l’equipaggio del Soccorso Alpino della Guardia di finanza di Sondrio. Durante un sorvolo in elicottero, gli operatori hanno notato il corpo dell’uomo in fondo a un dirupo, tra la località del bivacco Aprica e il Dosso Pasò, a circa 2.300 metri di altitudine.
Ragazzi si trovava in vacanza all’Aprica, meta che conosceva e amava, e aveva deciso di trascorrere una giornata nei boschi alla ricerca di funghi, passione coltivata da decenni. Il mancato rientro aveva fatto scattare immediatamente l’allarme: per sette giorni squadre di soccorritori, cani molecolari, droni e mezzi aerei hanno battuto palmo a palmo il territorio, affrontando condizioni meteo variabili e terreni insidiosi.
Il ritrovamento, avvenuto in una zona caratterizzata da pendenze estreme e fitta vegetazione, lascia pensare a una caduta accidentale. Le operazioni di recupero si sono svolte con l’ausilio di tecniche alpinistiche, vista la natura scoscesa del dirupo.
Conosciuto per il carattere cordiale e l’energia nonostante l’età, Ragazzi era una figura molto amata tra amici e compaesani. La notizia della sua morte ha suscitato profonda commozione sia a Bologna sia in Valtellina, dove negli anni aveva stretto numerose amicizie.
L’inchiesta di rito, coordinata dalla Procura di Sondrio, servirà a chiarire la dinamica esatta dell’accaduto, ma per la famiglia e per chi lo conosceva resta il dolore di un addio improvviso, in un luogo che per lui era sinonimo di bellezza e libertà.
