Washington, D.C. – Parole dure e obiettivi ambiziosi. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, torna al centro dell’attenzione con due dichiarazioni destinate a far discutere: un piano per “ripulire” Washington dai senzatetto, trasferendoli in centri lontani dal cuore della capitale, e un’apertura alla riclassificazione della marijuana a livello federale, sulla scia di quanto avviato — ma non concluso — dal suo predecessore Joe Biden.
Durante un intervento dai toni accesi, Trump ha definito Washington D.C. “più violenta di Baghdad”, tracciando un quadro impietoso della città sede del governo federale e accusando le amministrazioni locali democratiche di aver perso il controllo sulla sicurezza urbana.
“Washington è una vergogna. Servono ordine e decoro”
“Non possiamo permettere che la capitale degli Stati Uniti continui a degradarsi. Washington è diventata una delle città più pericolose del Paese, in certi aspetti più pericolosa di Baghdad. È tempo di ripristinare l’ordine, la sicurezza e la bellezza”, ha dichiarato Trump.
Il presidente ha poi annunciato l’intenzione di trasferire i senzatetto in “strutture adeguate” fuori dal perimetro urbano, definendo il piano “una questione di sicurezza nazionale”. Il paragone usato è stato netto: “Faremo per i senzatetto ciò che facciamo al confine: gestione, controllo e ordine. Non possiamo più tollerare che le strade della nostra capitale siano occupate da accampamenti, degrado e criminalità.”
Il progetto, al momento privo di dettagli operativi, si fonderebbe su due pilastri: l’allontanamento fisico dei senzatetto dalle aree urbane centrali e la loro sistemazione in strutture separate e distanti dai luoghi simbolici del potere federale.
Critiche e allarmi: “Si colpiscono i più vulnerabili”
Le reazioni non si sono fatte attendere. Diverse associazioni per i diritti umani, rappresentanti della società civile e leader religiosi hanno condannato con forza le parole del presidente, accusandolo di voler “nascondere la povertà sotto il tappeto” invece di affrontare le radici del problema.
“La risposta non può essere il trasferimento forzato dei poveri. Servono politiche abitative, accesso ai servizi sanitari, interventi strutturali”, ha dichiarato un portavoce della National Coalition for the Homeless. Anche l’amministrazione cittadina di Washington D.C., a guida democratica, ha espresso contrarietà, sottolineando la necessità di soluzioni collaborative e rispettose dei diritti delle persone.
Cannabis, Trump apre a una possibile svolta normativa
In parallelo all’annuncio sul tema senzatetto, il presidente Trump ha rilanciato un’altra questione di rilievo nazionale: la possibile riclassificazione della marijuana, attualmente classificata negli Stati Uniti come sostanza di Tabella I, ovvero tra quelle ritenute più pericolose e prive di utilizzo medico riconosciuto.
Trump ha dichiarato di stare valutando “con molta attenzione” la possibilità di ricollocare la cannabis in una categoria meno restrittiva. Il processo, avviato a livello amministrativo durante la presidenza Biden, non è mai stato completato. Ora, l’attuale amministrazione repubblicana potrebbe raccoglierne l’eredità, spinta anche da valutazioni economiche e dal pressing del settore privato.
“La marijuana ha ormai un ruolo importante nell’economia di molti Stati. È tempo di un approccio più razionale, basato su dati medici e sull’evoluzione del mercato”, ha affermato il presidente, sottolineando l’interesse crescente per gli utilizzi terapeutici e l’impatto positivo in termini di gettito fiscale e occupazione.
Secondo fonti vicine alla Casa Bianca, parte del sostegno alla proposta arriverebbe anche da alcuni importanti finanziatori del Partito Repubblicano, legati all’industria della cannabis legale, in forte espansione soprattutto negli Stati occidentali.
Due facce della stessa strategia politica
Le due dichiarazioni — sul decoro urbano e sulla liberalizzazione parziale della cannabis — riflettono l’attuale strategia della Casa Bianca: combinare messaggi duri sul piano dell’ordine pubblico con aperture tattiche su temi ad alto impatto economico e sociale.
Nel caso dei senzatetto, l’obiettivo dichiarato è quello di “restituire dignità e sicurezza” alla capitale, ma le modalità proposte hanno acceso un conflitto aperto con le amministrazioni locali e con il mondo dell’associazionismo.
Sulla marijuana, invece, il presidente sembra pronto a sfidare i conservatori del suo stesso partito, in nome di un pragmatismo economico che guarda al consenso trasversale: una mossa calcolata per attrarre voti anche tra i più giovani e in alcuni Stati chiave dove l’industria della cannabis è diventata un motore economico rilevante.
Una presidenza sempre più polarizzante
Il doppio annuncio conferma il tratto distintivo della presidenza Trump: una leadership senza compromessi, che punta a ridefinire radicalmente i confini della politica federale, a costo di innescare divisioni profonde.
Mentre i sondaggi continuano a mostrare un Paese spaccato, il presidente prosegue nella sua linea d’azione diretta e senza mediazioni, convinto che la fermezza sia la chiave per il rilancio degli Stati Uniti.
“Non possiamo più permetterci il caos e l’ipocrisia. È il momento di affrontare la realtà, anche quando è scomoda”, ha detto Trump. E con queste parole, ha lanciato due nuove sfide che faranno discutere a lungo, sia dentro che fuori il Congresso.
