26 Maggio 2026, martedì
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Ucraina, Medvedev contro l’Europa: “Ostacolate la pace”

Medvedev insulta i leader Ue definendoli “euroimbecilli” e li accusa di frenare i tentativi americani di risolvere il conflitto. La replica: “Nessuna pace senza Kiev, pieno sostegno alla sovranità ucraina”.

Il nuovo affondo di Dmitrij Medvedev contro l’Europa arriva carico di toni sprezzanti e parole che lasciano poco spazio all’interpretazione. L’ex presidente russo, oggi vicepresidente del Consiglio di sicurezza di Mosca, ha definito i leader dell’Unione Europea “euroimbecilli”, accusandoli apertamente di “ostacolare i tentativi americani di aiutare a risolvere il conflitto in Ucraina”.

Secondo Medvedev, le capitali europee non solo non favorirebbero un percorso negoziale, ma agirebbero come freno rispetto alle iniziative di Washington. Un’accusa che si inserisce nel solco della retorica russa più dura, quella che contrappone un’Europa “ostile” e “subalterna” agli Stati Uniti a una Russia impegnata — almeno nella narrativa del Cremlino — in un’operazione “difensiva” e “necessaria” in Ucraina.

La risposta dell’Europa
Il contrattacco delle principali cancellerie Ue non si è fatto attendere. In una dichiarazione congiunta, i leader europei hanno ribadito un principio che considerano irrinunciabile: “Il percorso verso la pace non può essere deciso senza l’Ucraina”. Una frase che risponde implicitamente alle pressioni di Mosca e che riafferma la volontà di escludere qualsiasi accordo negoziato alle spalle di Kiev.

Nel testo, i governi dei Paesi membri hanno rinnovato il loro “incrollabile impegno” per la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina, confermando la linea politica seguita sin dall’inizio dell’invasione russa: sostegno militare, economico e diplomatico a Kiev, accompagnato da un regime di sanzioni sempre più severo contro Mosca.

Un conflitto senza spiragli immediati
Le parole di Medvedev arrivano in un momento in cui il fronte diplomatico appare più che mai congelato. Mentre sul terreno proseguono i combattimenti e la linea del fronte resta sostanzialmente stabile, i tentativi di mediazione internazionale — dalla Cina alla Turchia, passando per iniziative di singoli Stati europei — non hanno prodotto finora risultati concreti.

In questo contesto, lo scontro verbale tra Mosca e Bruxelles rischia di irrigidire ulteriormente le posizioni. L’Europa ribadisce che il destino dell’Ucraina spetta agli ucraini, la Russia insiste sulla necessità di un nuovo ordine di sicurezza “post-occidentale”, e gli Stati Uniti si muovono tra sostegno militare e pressioni per una soluzione negoziata.

Per ora, la “pace” resta un concetto declinato in modo opposto dalle due parti: per Kiev e l’Occidente significa ritiro delle truppe russe e ripristino dei confini internazionalmente riconosciuti; per Mosca, il consolidamento delle conquiste territoriali e una ridefinizione degli equilibri di potere in Europa.

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