21 Settembre 2026, lunedì
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Vesuvio in fiamme, la Procura indaga: task force speciale per scoprire cause e responsabilità

Fascicolo aperto a Nola senza indagati. Carabinieri forestali e reparti territoriali in campo per arginare l’emergenza incendi e proteggere le aree naturalistiche

Il Vesuvio brucia da venerdì sera e con esso centinaia di ettari di macchia mediterranea e bosco, cuore pulsante di un patrimonio naturalistico unico al mondo. Davanti all’ennesima emergenza ambientale, la Procura della Repubblica di Nola (Napoli) ha aperto un fascicolo conoscitivo — al momento senza ipotesi di reato né indagati — per fare luce sulle origini del vasto rogo e valutare eventuali responsabilità penali.

La relazione decisiva arriverà dai Carabinieri forestali, già impegnati in prima linea tra le lingue di fuoco e le aree di difficile accesso. Nel frattempo, l’Arma ha varato un dispositivo straordinario di prevenzione e contrasto, in risposta all’impennata di incendi boschivi che in questi giorni sta mettendo sotto pressione l’intera provincia di Napoli.

Secondo una nota ufficiale, è stata costituita una task force investigativa specializzata, composta da militari con competenze tecniche e investigative mirate. L’obiettivo è duplice: individuare le cause dei roghi e garantire interventi rapidi per evitare che l’incendio dilaghi o si replichi in altre zone a rischio.

L’operazione, coordinata dalla Procura di Nola, si svolge in stretta sinergia con le altre componenti del Comando Unità Forestali e Ambientali Carabinieri e con i reparti territoriali dell’Arma. Una rete che, come sottolinea la nota, «potenzierà le unità già presenti e operative sul territorio, garantendo interventi tempestivi sui luoghi interessati dagli incendi».

L’attenzione è massima soprattutto nelle aree protette e nei siti di pregio naturalistico, che rischiano di subire danni irreversibili. Raccogliere ogni possibile elemento utile alla ricostruzione della dinamica e alle indagini preventive è la priorità: il Vesuvio, simbolo di Napoli e sentinella del golfo, non può permettersi di perdere ancora porzioni del suo paesaggio.

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