29 Giugno 2026, lunedì
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Francis Ford Coppola ricoverato a Roma per un intervento cardiaco. Il regista premio Oscar al Policlinico Tor Vergata

Il cineasta statunitense, 86 anni, in Italia per motivi professionali e affettivi, è stato sottoposto a un’operazione programmata al cuore. Il legame con la Basilicata e il nuovo progetto “Megalopolis” al centro della sua stagione creativa

Roma – Francis Ford Coppola, una delle figure più influenti della storia del cinema mondiale, si trova ricoverato presso il Policlinico Tor Vergata di Roma, dove è stato sottoposto a un intervento cardiaco programmato, in seguito al manifestarsi di una leggera aritmia rilevata nei giorni precedenti. L’operazione, che secondo fonti vicine al regista era stata pianificata da tempo, si sarebbe svolta senza complicazioni. Il regista, che ha compiuto 86 anni lo scorso aprile, è attualmente sotto osservazione medica e le sue condizioni sono definite stabili.

La notizia ha rapidamente fatto il giro del mondo, alimentando l’attenzione non solo degli appassionati di cinema, ma anche di un’opinione pubblica che riconosce in Coppola non soltanto l’autore di capolavori come Il Padrino e Apocalypse Now, ma anche un intellettuale capace di attraversare il tempo, reinventando sé stesso e le proprie narrazioni.

Un’estate italiana tra salute, cinema e memoria familiare

Il soggiorno di Francis Ford Coppola in Italia non è stato soltanto legato a motivi di salute. Da settimane, infatti, il regista trascorre parte dell’estate nel nostro Paese, anche in relazione alla ricerca di location per il suo nuovo progetto cinematografico, le cui riprese dovrebbero iniziare in autunno. L’Italia, e la Basilicata in particolare, rappresentano per lui molto più che una semplice cornice produttiva: sono il cuore di un legame affettivo profondo e radicato.

A metà luglio, Coppola è stato ospite d’onore all’anteprima del Magna Graecia Film Festival a Soverato, accolto con entusiasmo da centinaia di giovani spettatori. Proprio in quell’occasione, il regista ha pronunciato parole che hanno colpito per la loro visione lucida e insieme idealista del presente:

“I giovani mi dicono che il mondo è un disastro – ha dichiarato – ma io rispondo che non c’è nessun problema che l’uomo non possa risolvere. Dobbiamo costruire un nuovo grande futuro, e farlo insieme, per il bene dei nostri figli”.

Un invito al coraggio e all’immaginazione che riflette il tratto distintivo della sua poetica cinematografica e, insieme, il suo attuale percorso creativo.

Megalopolis: utopia, ambizione e un’eredità artistica ancora aperta

Nonostante l’età e l’imponente eredità lasciata alla storia del cinema, Coppola non ha smesso di rischiare. Dopo oltre mezzo secolo di carriera, ha scelto di impegnarsi in un progetto monumentale, personale e controverso, Megalopolis, da lui autofinanziato con 120 milioni di dollari. Un film che ha diviso la critica sin dalla sua presentazione al Festival di Cannes 2024, ma che rappresenta il compimento di un’idea coltivata per decenni: una riflessione filosofica e visionaria sul destino delle città, sulla decadenza e sulla possibilità di una rinascita civile.

A testimonianza della portata e delle difficoltà affrontate durante la realizzazione del film, sarà presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 un documentario dal titolo “Megadoc”, diretto da Mike Figgis, che racconta dall’interno la genesi e lo sviluppo del progetto.

Un legame di sangue e di terra: la Basilicata come patria dell’anima

Il legame tra Coppola e l’Italia è profondamente radicato nella sua storia familiare. Il nonno paterno, Agostino Coppola, originario del comune lucano di Bernalda, emigrò negli Stati Uniti all’inizio del Novecento. Da allora, il regista ha mantenuto un rapporto affettivo intenso con le sue radici italiane, tanto da acquisire nel 1989 la cittadinanza onoraria del paese natale del nonno.

Da anni Coppola trascorre regolarmente periodi a Bernalda, soggiornando nel palazzo di famiglia restaurato e trasformato in una struttura ricettiva di charme, Palazzo Margherita, oggi luogo di quiete e riflessione artistica. È qui che ama rifugiarsi, lontano dai riflettori di Hollywood, ritrovando un senso di continuità familiare e spirituale che traspare anche nella sua visione del mondo.

La vicina Metaponto, con le sue spiagge ioniche, fa da sfondo alle sue estati lucane, scandite da un ritmo lento, in armonia con la natura e con le tradizioni locali. Per Coppola, la Basilicata non è soltanto una reminiscenza genealogica: è una seconda patria, un luogo dell’anima che ispira il suo sguardo artistico e lo riconnette a ciò che è essenziale.

Tra cinema, memoria e visione del futuro

Il ricovero romano di Francis Ford Coppola, pur legato a una condizione medica sotto controllo, rappresenta l’ennesimo capitolo di una biografia pubblica e privata straordinaria, segnata dalla continua tensione tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione. A 86 anni, il regista non si limita a custodire la propria leggenda, ma continua a scommettere sul potere delle storie, sulla capacità del cinema di interrogare la realtà e immaginare nuove possibilità.

La sua presenza in Italia, in questa fase delicata ma anche creativamente feconda, testimonia un’idea di cultura come dialogo aperto, transgenerazionale, radicato nei luoghi ma proiettato verso l’universale. Che si tratti di un film, di una parola rivolta ai giovani, o di un silenzio tra le colline lucane, Coppola continua a offrire al mondo la sua visione: imperfetta, appassionata, profondamente umana.

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