Parma – Una collisione violentissima, un altro episodio di guida contromano con conseguenze gravi, e un interrogativo che si fa sempre più urgente: quanto è fragile la sicurezza sulle strade italiane? È quanto emerge dal grave incidente avvenuto nella mattinata di sabato lungo la Tangenziale Sud di Parma, nei pressi dello svincolo con strada Farnese, dove un’auto che procedeva in senso opposto alla direzione di marcia ha provocato uno scontro frontale con un altro veicolo in transito. Una terza auto è rimasta coinvolta poco dopo, travolta dalla dinamica ormai incontrollabile.
Il bilancio è pesante: tre feriti, di cui due in condizioni giudicate gravi dai sanitari intervenuti sul posto. Il terzo ha riportato lesioni meno serie, ma è stato comunque trasportato in ospedale per accertamenti. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i vigili del fuoco, la polizia locale e diverse ambulanze, mentre il traffico è rimasto paralizzato a lungo, con ripercussioni significative sulla viabilità della zona e sul sistema tangenziale cittadino.
La spirale di casi recenti: non più incidenti isolati
Quanto avvenuto a Parma si colloca in una preoccupante scia di incidenti analoghi che, solo negli ultimi giorni, hanno sconvolto le cronache nazionali. Il ricordo è ancora vivo della tragedia del 27 luglio scorso sull’autostrada A4 Torino-Milano, tra gli svincoli di Novara Est e Marcallo Mesero, dove un uomo di 82 anni, dopo aver imboccato la carreggiata in senso opposto, ha percorso oltre sette chilometri contromano prima di scontrarsi frontalmente con un SUV. In quell’impatto devastante hanno perso la vita quattro persone, tra cui i noti designer Mario Paglino e Gianni Grossi, insieme a due amici. Una sola passeggera, ancora ricoverata in gravi condizioni a Milano, si è salvata.
E ancora, meno di una settimana fa, il 31 luglio, un episodio pressoché identico ha avuto luogo sulla A32 Torino-Bardonecchia. Anche lì un’automobile ha percorso diversi chilometri contromano prima di impattare frontalmente contro un altro veicolo. Il risultato è stato, ancora una volta, tragico: una donna ha perso la vita e altre tre persone sono rimaste ferite, mentre l’autostrada è rimasta bloccata per ore.
Un fenomeno allarmante: i numeri dell’Asaps
Non si tratta, dunque, di episodi isolati o fatalità. I dati raccolti dall’Osservatorio Asaps (Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale) in collaborazione con Sapidata nei primi sei mesi del 2025 offrono un quadro allarmante. Si contano almeno 56 episodi documentati di veicoli che hanno imboccato contromano tratti di strada, di cui 20 su autostrade o superstrade. In questi sinistri sono morte almeno nove persone.
È un trend in crescita rispetto agli anni precedenti e destinato, con ogni probabilità, ad aggravarsi nei mesi estivi, quando il traffico raggiunge i picchi più alti per via degli spostamenti turistici. Le cause principali, secondo gli esperti, sono da ricercare nella disattenzione, nelle condizioni psicofisiche alterate dei conducenti (come nel caso di chi guida sotto l’effetto di alcol o droghe), ma anche nella segnaletica temporanea poco chiara, soprattutto nei cantieri, e nelle carenze strutturali della viabilità secondaria.
Un sistema da ripensare: prevenzione e tecnologia
La pericolosità degli incidenti innescati dalla guida contromano è estrema: a causa della violenza degli impatti frontali, la probabilità di lesioni gravi o mortali è molto elevata. Per questo, il fenomeno non può più essere affrontato come una questione marginale o occasionale. Richiede interventi strutturali, pianificati a livello nazionale.
Diversi Paesi europei, negli ultimi anni, hanno cominciato a sperimentare misure preventive come sensori intelligenti capaci di rilevare in tempo reale l’ingresso errato nei tratti autostradali, sistemi di allarme sonoro o visivo alle barriere e persino l’invio automatico di segnalazioni alle centrali operative della polizia stradale. In Italia, però, l’adozione su larga scala di queste tecnologie resta ancora frammentaria.
Accanto alla tecnologia, resta fondamentale un presidio educativo e normativo più solido: dalla revisione delle modalità di rinnovo delle patenti (soprattutto per i conducenti anziani) a un inasprimento delle sanzioni per chi imbocca le carreggiate in senso contrario, fino a campagne di sensibilizzazione pubblica che rimettano al centro il rispetto delle regole, oggi troppo spesso considerato un dettaglio secondario.
Il silenzio dopo lo schianto
La scena dell’incidente a Parma, con le auto accartocciate e il traffico immobile sotto un cielo estivo afoso, è la rappresentazione plastica di un problema che non riguarda solo la sicurezza stradale, ma chiama in causa l’intera società: la capacità di prevenire, prevedere e reagire. Ogni caso, ogni ferito, ogni vita spezzata su una strada percorsa nella direzione sbagliata, è un grido d’allarme. E anche un promemoria: sulla strada non basta andare veloci, bisogna andare nel verso giusto.
